RaivoRaivo. Millennio di fuoco #2

Dopo tante battaglie e peripezie Seija, l'Eroina di Etten, è finalmente riuscita a fuggire dal castello di Raivo, l'umano convertito alla causa dei demoniaci vaivar, che tanta morte e distruzione ha seminato sul suo cammino. Eppure qualcosa in lei è cambiato per sempre.

Conosce il motivo per cui Raivo ha voltato le spalle agli umani, accettando di trasformarsi nella creatura che guida gli eserciti dei demoni. Sa che lui, che il mondo adesso teme e chiama "il Traditore", è in realtà il primo a essere stato tradito, secoli prima, il giorno in cui una congiura di palazzo ha sterminato il suo popolo e ucciso la donna che amava. Quella donna identica a lei. Quella donna che lui non ha mai dimenticato.

Per questo, adesso che ha perduto le tracce di Seija, è pronto a tutto per ritrovarla. Seija, nel frattempo, come un animale in gabbia, è tenuta lontana dai campi di battaglia, destinata a sposare il principe Lothar di Svevia e a ricompattare le fila degli umani. Ma forse le cose non sono come sembrano. Forse sia nell'alto consiglio degli umani sia in quello dei vaivar, agli ordini della terribile regina Ananta, ci sono forze che cospirano di nuovo per il proprio potere personale, indifferenti all'esito della guerra.

Mentre un'attrazione inesorabile come il destino spinge Seija e Raivo alla resa dei conti, tra nemici, amici, traditori, fantasmi del passato e incubi del presente, gli eserciti di uomini e demoni si preparano allo scontro più sanguinoso.

Chi vedrà l'alba del nuovo millennio?

Recensione

L’ultima volta che ho letto di Raivo è stato nel 2016, per questo non ricordavo più moltissimo della storia… Per fortuna che riprende esattamente da dove abbiamo lasciato e che i ricordi dei protagonisti ci lancino delle corde per riallacciarci al passato e ricordare.

Raivo è ancora ossessionato da Seija e sta facendo di tutto per ritrovarla. Il fatto che Seija poi stia per sposare il candidato imperatore svevo fa sì che Raivo impieghi il doppio delle forze per trovarla. Il matrimonio è in arrivo, si stanno facendo gli ultimi preparativi affinché Seija sia pronta per convolare a nozze quando il principe Lothar, uomo d’armi dalle buone maniere, inizia ad essere scostante.

A scoprire tutto è la piccola Britte che, con il suo potere, scopre il piano di Ananta per conquistare ancora una volta il potere. L’unica via di salvezza per Seija, suo fratello Ari e tutto il popolo sahaavi è quello di andare dall’unico essere capace di affrontare una volta per tutte la regina dei demoni, Raivo.

Ci vuole un po’ ma alla fine il romanzo decolla e da quel momento in avanti mi son ritrovata a macinare pagine su pagine per arrivare alla fine in due giorni. Rispetto al primo Raivo è riuscito a coinvolgermi maggiormente. Sarà che volevo conoscere un po’ meglio il cattivo della situazione, sarà che ultimamente simpatizzo più per i cattivi ma penso sia dovuto al fatto che la Randall ha saputo costruire un personaggio ben definitivo.

Non completamente umano ma nemmeno completamente mostro, Raivo si dimostra invece essere più umano di molti altri. I suoi manvar, il suo popolo, sono liberi e non resi schiavi. La sua torre è un vero rifugio per i manvar che non possono più combattere, per donne e bambini. Nella sua mostruosità cerca di replicare il borgo che tre secoli prima è stato distrutto.

Seija ha finalmente trovato il coraggio di affrontarlo, con tutte le conseguenze del caso. Sarà lei l’anello di congiunzione tra due nature opposte ma con uno scopo comune. Sopravvivere. Perché Ananta è decisa a sterminare sia gli umani sia Raivo se non deciderà di sottomettersi al suo volere.

Ho ancora poco apprezzato le espressioni in tedesco per lo stesso motivo dell’altra volta. Leggendo in digitale non mi era comodo fare avanti e indietro ogni due righe ma si tratta di meno di una decina di espressioni quindi niente di incomprensibile.

Lo stile però mi piace, attento e ricercato ma non noioso. Le descrizioni sono precise e ti danno un’idea esatta di come sia un manvar o un vaivar. Tra i personaggi che davvero mi sono piaciuti c’è anche Kzar, con i suoi mugugni.

Il finale mi ha lasciata un po’ perplessa. Mi aspettavo qualcosa di simile ma meno estrema. Mi aspettavo un cambiamento radicale di Raivo che comprendesse più la sua umanità, come se si potesse riavvolgere il nastro e vederlo con gli occhi di Maila invece che con quelli di Seija.