Sotto il sole di mezzanotteSotto il sole di mezzanotte

Tra giochi proibiti, violenza e intrighi morbosi, un avvincente rompicapo dal maestro del thriller giapponese.

Doveva essere un giorno di riposo per l’ispettore Sasagaki, invece è l’inizio di un caso inestricabile che finirà per ossessionarlo per molto, molto tempo.

Il corpo di Yosuke Kirihara, stimato proprietario di un banco di pegni, viene rinvenuto in un edificio abbandonato. Sdraiato su un divano, i capelli composti, l’abito elegante, come addormentato, non fosse per quella chiazza di sangue in mezzo al torace.

I sospetti ricadono di volta in volta sui familiari, poi sui clienti del negozio, infine su una presunta amante, ma più il cerchio si stringe più la polizia brancola nel buio: non ci sono prove schiaccianti e gli indiziati hanno alibi che si sostengono a vicenda.

E, come una maledizione, tutti coloro che hanno a che fare con il caso Kirihara finiscono per morire in strane circostanze. Tutti tranne il figlio della vittima, Ryo, un ragazzo cupo e impenetrabile che vive arricchendosi con traffici illegali, e la figlia dell’amante di Kirihara, Yukiho, studentessa brillante e di una bellezza mozzafiato. Il caso viene archiviato e gli anni passano.

Si dice che la pazienza sia la virtù dei forti, ma vent’anni sono davvero troppi, specialmente quando si tratta di un efferato omicidio. Mentre i due giovani sembrano essersi rifatti una vita, il caso Kirihara continua ad ossessionare l'ispettore Sasagaki, che molti anni dopo cercherà di riaprire le indagini.

Riuscirà a sciogliere il mistero che lo tormenta e a incastrare un colpevole che gli sfugge da decenni?

Recensione

Tra le mie amicizie è risaputo quanto io faccia fatica con alcuni autori. Orientali e francesi nello specifico. Quando mi è toccato scegliere un romanzo scritto da un giapponese sono andata in crisi ma tra le mie ricerche spuntava spesso Sotto il sole di mezzanotte.

Faccio una premessa: non scriverò nemmeno un nome perché non li ricordo e non so scriverli 😂😂😂. Non odiatemi, vi prego!

Tutto inizia con un omicidio perché Sotto il sole di mezzanotte aspira ad essere un thriller. Questo omicidio è strano perché l’uomo ucciso sembra non avere fatto niente di male per meritarsi la morte, in un vecchio edificio poi.

La caccia all’assassino, se possiamo definirla così, finisce al secondo capitolo circa. Stiamo parlando di un tomone di circa settecento pagine, non di duecento paginette eh. Insomma, ogni capitolo riprende vari personaggi che in qualche modo si ricollegano ai personaggi iniziali.

E così per tutta la lunghezza del libro, non capendo mai fino alla fine cosa cavoli centri A con B e B con C. Sotto il sole di mezzanotte esplora circa vent’anni di storia, il tempo che il detective ormai in pensione impiega per capire chi è l’assassino dell’uomo di cui vi parlavo prima.

Le bruttezze di questo romanzo sono infinite. Intanto, non è un thriller ma forse possiamo inserirlo tra i gialli (e no, non vuole essere una brutta battuta). I personaggi, troppi, hanno nomi troppo simili per essere ricordati soprattutto essendo i capitoli molto slegati tra loro. Infine la lunghezza dei capitoli ma anche del romanzo stesso.

Settecento pagine di niente. Una storia raccontata in modo piatto, con un inizio promettente ma con uno svolgersi e un finale davvero tiepidi. Nessuna descrizione delle città, che pure potrebbero dare un’idea dell’ambiente circostante, se non due informazioni basilari per determinare la condizione sociale dei protagonisti.

Dire che si è trattata di una delusione è riduttivo. Non amo gli autori giapponesi, non capisco lo stile utilizzato che trovo lento e monotono. Ma Sotto il sole di mezzanotte ha anche una brutta storia. Può capitare che non ci piaccia una storia ma in questo caso l’unica cosa che salvo è la cover, che trovo davvero molto bella.

Fortuna ha voluto che io non abbia dovuto spendere soldi, grazie ad Unlimited!