[Recensione] Il cimitero di Venezia

by R.
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Il cimitero di Venezia

La prima indagine di Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto
Venezia, 1725.
 

Mentre un’epidemia di vaiolo miete vittime tra la popolazione, una delle donne più illustri della città viene trovata con il petto squarciato nelle acque nere e gelide del Rio dei Mendicanti.

In un clima di crescente tensione, Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto, viene convocato dagli Inquisitori di Stato, insospettiti da una sua recente opera, che ritrae proprio quel luo­go malfamato: c’è forse un legame tra il pittore e l’omicidio?

Mentre, sconvolto, sta lasciando il Palazzo Ducale, Canaletto viene fermato e portato al cospetto del doge, anche lui interessato a quel quadro, il Rio dei Mendicanti.

Nel dipinto c’è qualcosa che, se rivelato, potrebbe mettere in grave imbarazzo un’importante famiglia veneziana: un nobile, ritratto in uno dei luoghi più popolari e plebei di Venezia.

Perché mai si trovava in un posto simile? Canaletto riceve dal doge l’ordine di scoprirlo e riferire direttamente a lui.

L’indagine – che all’inizio lo spaventa e poi, lentamente, lo cattura – lo porta però a frequentare ambienti apparentemente illustri in cui sembrano consumarsi oscuri riti, e nei quali si aggirano figure ambigue, dal passato avvolto nel mistero.

Quali segreti si celano nei palazzi veneziani? Quali verità sarebbe meglio rimanessero sepolte?

La violenza potrebbe sommergere Venezia e tingere le sue acque di sangue e morte

Recensione

L’ultima fatica di Strukul è Il cimitero di Venezia. La città è prostrata dal vaiolo e una donna viene trovata morta con il petto squarciato nelle acque nere del Rio dei Mendicanti.

A essere incaricato di seguire le indagini è Canaletto, reo di aver ritratto nel suo celebre quadro un uomo che potrebbe mettere in imbarazzo una famiglia molto importante di Venezia.

Ma l’uomo è solo la punta dell’iceberg perché l’indagine svolta dal Canaletto porta alla luce un intrigo ai danni di Venezia come non se ne erano mai visti prima. Rispetto ai romanzi precedenti il ritmo qua è più lento perché la rete intessuta è molto più difficile da dipanare.

Intanto la prima cosa che ci chiediamo è perché quelle donne vengano barbaramente uccise.

La seconda è perché proprio Canaletto sia stato incaricato di indagare su un uomo che, in un primo momento, non sembra avere niente a che fare con quelle donne.

Come ben sappiamo però, bisogna scavare più a fondo per capire cosa avesse in mente Strukul e quindi quale fosse lo scopo di questo romanzo. E qualunque fosse credo che abbia centrato il suo obiettivo, coinvolgerci nelle indagini.

In un primo momento l’inserimento dei personaggi senza un apparente logica mi ha destabilizzata ma guardando alla totalità del romanzo è stata una scelta super azzeccata perché ci permette di entrare in punta di piedi nella città e visitarla con gli occhi dei protagonisti.

Conclusione

Il cimitero di Venezia non è solo il titolo dell’opera ma è anche un punto cardine dell’intero romanzo. Per scoprire come mai dovrete leggerlo, ovviamente.

Posso però dirvi che anche con questo protagonista Strukul è riuscito a conquistarmi sebbene ci sia voluto più tempo rispetto ai precedenti romanzi.

Vale comunque la pena leggerlo perché gli intrighi sono appassionanti e ci vengono date così tante informazioni che volere in mano già il capitolo successivo è l’unica a cosa riuscirete a pensare.

In parte romanzo in parte Storia, ne Il Cimitero di Venezia trovate tutto: storia, passione, arte, occultismo, male, amore. Se è il libro che fa per voi fatemelo sapere nei commenti!

⭐⭐⭐

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