
Vittime Innocenti
La giovane Sadie Winters era un’adolescente “problematica”. Per questo il suo salto nel vuoto dal tetto dell’esclusiva scuola privata che frequentava viene rapidamente classificato come suicidio. L’ultimo gesto disperato di una ragazza fragile.
Quando però un altro studente resta vittima di un fatale incidente nella stessa scuola, la detective Kim Stone fatica a credere che possa trattarsi di una tragica coincidenza.
Tanto più che, nel corso delle indagini, Kim si rende conto che sull’istituto aleggia una pesante cappa di segreti e omertà, che non risparmia neppure gli insegnanti. Nessuno parla, nessuno sa nulla.
Solo una professoressa sembra disposta a rompere il muro di silenzio, ma proprio quando Kim crede di essere vicina a ottenere le risposte che cerca, la donna viene trovata morta.
Ormai è chiaro che, finché l’assassino non verrà fermato, nessuno dei ragazzi della scuola sarà al sicuro.
Possibile che il responsabile di quegli efferati delitti si nasconda tra loro?
Recensione
Volevo iniziare a scrivere questa recensione parlando del finale. Poi ho pensato però che per arrivare all’epilogo sarebbe stato più giusto farsi anche il viaggio. E questo è un viaggio doloroso, il più doloroso di tutta la serie. Perché le morti in cui viene coinvolta Kim Stone e la sua squadra non solo non sono giustificate, ma sono anche inutili.
Le Vittime Innocenti del titolo sono il frutto di una vendetta maturata per un quarto di secolo, che coinvolge club segreti e omertà. Studiare in un college esclusivo non ti mette al riparo dalle malelingue, anzi. Il tuo status all’interno dell’istituto è la sola cosa che conta.
Gli omicidi sembrano non avere alcun collegamento tra loro. La prima vittima è Sadie, emarginata e problematica a detta di tutti. La seconda vittima è un compagno di classe allergico alle arachidi e la terza vittima è l’insegnante di inglese, vecchia conoscenza della detective.
A prima vista potrebbero sembrare dei tragici incidenti ma sarà Kevin Dawson a trovare il bandolo della matassa e a portare tutta la squadra sulla giusta linea d’indagine. Peccato che sarà troppo tardi per evitare le morti successive…
Conclusione
Non ho mai nascosto, fin dal primo libro, la passione che ho per Angela Marsons. L’autrice ha uno stile che ti coinvolge, anche quando a morire sono adolescenti e capisci quanto siano inutili quelle morti. Vittime Innocenti si piazza all’ottavo posto di una serie che, ad oggi, conta sedici libri.
Siamo giunti a metà e capisco la necessità di dare una svolta alla serie ma… il finale è davvero un pugno nello stomaco. Nel corso di ogni libro tendiamo ad affezionarci ad ogni personaggio che incontriamo, anche a quelli che sappiamo non incontrare più.
In questo ad esempio c’è Sadie, che non ha nessun problema se non espiare colpe e peccati non suoi. I temi dell’autolesionismo e del suicidio sono temi delicati che non vanno sottovalutati ma anzi per ogni avvisaglia ci si dovrebbe preoccupare molto molto di più.
Ma Vittime Innocenti non è solo questo. Vittime Innocenti è il libro che vi farà prendere una decisione: continuare a leggere o rinunciare, perché con questo capitolo viene a mancare un tassello fondamentale che mancherà nei prossimi romanzi. Sono già in attesa del prossimo romanzo ma so che niente, d’ora in avanti, sarà più lo stesso.
⭐⭐⭐⭐⭐
