[Recensione] Bringer

by R.
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Bringer

2081. Il pianeta è stato devastato da un cataclisma causato dall’inquinamento. I Bringer, grazie alla loro straordinaria capacità di ricevere doni dalle vite precedenti, hanno sventato l’apocalisse.

Sono loro a governare il mondo ora, sfruttando lo mnemonium, un potente materiale proveniente da un asteroide che permette di abbassare le temperature e rendere l’aria respirabile. Efi vive nella Città di Cristallo, circondata da Bianche Mura alte centinaia di metri.

Anche lei dovrebbe essere una Bringer, ma alla soglia del suo ventesimo compleanno non ha mai sperimentato un bring-back delle esistenze passate, e se ciò non dovesse accadere, verrà esiliata nel mondo dei fermi. Mossa dal desiderio di scoprire il mistero della sua identità, Efi, insieme a Garth e Lake, intraprenderà un viaggio pericoloso e incredibile. In fuga verso la Foresta dei Grandi Alberi, dimora dei ribelli Outcast, scoprirà la sua vera natura e, soprattutto, che il mondo che la circonda nasconde terribili segreti.

Recensione

Ogni volta che devo iniziare un nuovo libro lo faccio cercando di terminarlo nel più breve tempo possibile, umanamente parlando. Con Bringer è stata un’odissea.

La prima parte l’ho trovata particolarmente noiosa, piena di dettagli che sì ci servono per capire di cosa si stia parlando ma secondo me anche piena di informazioni che non servono a nessuno. Ambientata in un futuro non troppo lontano, la storia racconta di come i bringer abbiano salvato la Terra dalla distruzione.

I bringer sono normalissimi esseri umani ma che ricevono dei doni dalle vite passate che li rendono Uomini straordinari. Non hanno nessun potere magico ma in qualche modo sono riusciti laddove altri hanno fallito. Solo che hanno attuato una forma di discriminazione nei confronti di coloro chiamati “fermi”.

All’interno delle Bianche Mura la vita sembra perfetta, nessuno si rende conto che qualcosa non va. Nessuno tranne Garth, Efigenia e Lake.

Un bringer, una ferma e un outcast.

La seconda e la terza parte invece entrano nel vivo della storia, ci fanno conoscere la vita al di fuori delle Bianche Mura e non ci è difficile iniziare a patteggiare per uno o per l’altro.

I miei pensieri sui tre protagonisti è discordante. Garth mi è piaciuto da subito, una parte di me sperava fosse lui il cattivo della situazione invece sono stata felice di sapere che si è sempre trovato dal lato “giusto” della barricata.

Efi e Lake invece non le ho sopportate. La prima per la sua debolezza, non in quanto ferma ma come persona. Vissuta sempre in una bolla, protetta da tutti e tutto, all’improvviso diventa l’eroina della storia così dal nulla. Non si fa domande, non si chiede perché sia proprio lei a dover salvare il mondo?

Lake ha la personalità più complessa e anche se non è tra i miei personaggi preferiti (ho sempre fatto il tifo per Cassandra), è stata quella meglio caratterizzata. Fin dall’inizio ha un ruolo preciso, infiltrarsi tra i bringer. E si adatta così bene alla vita all’interno delle Bianche Mura che mi stupisce sapere le cose che ho scoperto alla fine del libro.

Ho letteralmente adorato tutta la parte in cui si parla dei Grandi Alberi a cui è stato dato troppo poco spazio per quel che mi riguarda.

Conclusione

Finita la prima parte del romanzo non vedevo l’ora finisse, quando l’ho finito però mi è rimasta la sensazione che mancasse qualcosa. Il finale non è un finale. O meglio, chiude sicuramente una parte della storia ma lascia aperte così tante altre questioni che spero vivamente ci sia un secondo capitolo!

Bringer è un romanzo attuale, tratta temi come i problemi energetici, il razzismo e la discriminazione. Soprattutto in questi anni, dove tutto ci viene sbattuto continuamente in faccia è più che mai fondamentale affrontare questi temi. Estremizzando così tanto la crisi energetica, Scavuzzo ha colto nel segno.

Che fine farà il nostro pianeta se nessuno si prende la responsabilità di preservarlo? E se un giorno il Pianeta Azzurro fosse realmente invivibile e solo un ristretto gruppo di persone riuscisse a sopravvivere? Io non oso immaginare la desolazione che potremmo trovare nelle nostre città, le brutture che potremmo trovare.

Cosa siamo destinati a diventare?

⭐⭐⭐

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