Carisma – L’indagine dell’anima
Bologna. Durante una seduta di terapia, una celebre psicologa aggredisce in modo improvviso e brutale il suo paziente.
Cos’è successo veramente in quei pochi minuti? E perché la donna dice che sembrava ci fosse qualcun altro a muovere il suo corpo e a compiere quelle violenze?
Clara De Martini, una neuroscienziata che ha costruito la sua carriera basandosi sul ferreo principio di non credere ad altro se non ai fatti dimostrabili scientificamente, si ritrova a lavorare sul caso che sembra portare invece sulla strada della possessione demoniaca.
Per scoprire la verità, Clara dovrà collaborare con Padre Jacques, un esorcista dal carattere difficile che è convinto che la soluzione possa risiedere nei “talenti speciali” di Erik, un ragazzo che fatica a ricordare il proprio passato e che il prete ha preso sotto la sua ala protettiva.
Clara dovrà mettere in discussione quello in cui ha sempre creduto e allo stesso tempo ricorrere a tutta la sua razionalità per cercare di risolvere il caso prima che sia troppo tardi.
Perché il confine tra scienza e fede non è mai stato così sottile.
Recensione
C’è un’idea forte al centro di Carisma – L’indagine dell’anima: mettere scienza e fede nella stessa stanza e costringerle a parlarsi mentre, sullo sfondo, aleggia la parola che nessuno vorrebbe pronunciare ad alta voce: “possessione”.
L’innesco è secco: a Bologna, durante una seduta, una psicologa aggredisce brutalmente il suo paziente; da lì, il caso scivola fuori dal recinto del “razionale” e finisce sul tavolo di Clara De Martini, neuroscienziata di quelle che credono soltanto a ciò che possono misurare. A complicare (o chiarire?) le cose arrivano padre Jacques, esorcista più testardo che accomodante, e Erik, ragazzo con un “dono” che pare più una maledizione. Il triangolo è chiaro, l’attrito pure.
La parte migliore del libro sta nel gioco di specchi: il metodo clinico di Clara, la ritualità di Jacques, la vulnerabilità di Erik. Quando le tre linee si incrociano, la storia trova quel tono da indagine “ibrida” che mescola protocollo e preghiera senza scivolare nel sermone. Heisenberg e sant’Agostino allo stesso tavolo: uno chiede i dati, l’altro il senso. Funziona perché gli autori non si vergognano della materia che maneggiano; la trattano con serietà, lasciando però al lettore il diritto al dubbio.
L’ambientazione bolognese non è una cartolina appesa al muro. In diverse sequenze—studi medici, archivi, corridoi d’ospedale—si avverte quel clima di città reale dove il soprannaturale fa più paura proprio perché irrompe nel quotidiano. Il registro predilige l’azione misurata: dialoghi tesi, qualche immagine forte dosata con prudenza, e una progressione che alterna scoperte di laboratorio a segni che la scienza non sa dove mettere. Il risultato è un thriller esoterico che strizza l’occhio all’horror ma resta ancorato all’indagine, più che al “mostro”.
Dove il romanzo mi ha lasciato meno soddisfatta è nel respiro dei personaggi secondari: a tratti sembrano funzioni narrative più che persone, utili a muovere l’intreccio ma non abbastanza vivi da restarti addosso. Anche alcune svolte seguono traiettorie riconoscibili per chi mastica il genere: la pista scettica che si incrina, la controprova che sposta l’ago, il confronto in cui ognuno è costretto a cedere qualcosa. È tutto onesto e leggibile, ma raramente sorprende davvero.
Conclusione
Detto questo, l’equilibrio di tono è azzeccato: niente barocchismi, una prosa pulita che sceglie l’efficacia al posto dell’effetto speciale. Si legge veloce, senza sbavature espositive: il “come” conta quanto il “cosa”, e quando il libro si concede un brivido lo fa per necessità narrativa, non per compiacere. È anche, dichiaratamente, l’apertura di una serie: si sente nel tipo di domande che restano in sospeso e nella promessa di un mondo “di casi” dove i tre protagonisti potranno ritrovarsi su fronti sempre più scivolosi.
Carisma – L’indagine dell’anima è una storia che intrattiene e stuzzica, con un concept forte e un trio centrale capace di reggere la scena. Se cercate il colpo di genio che ribalta il tavolo, probabilmente non lo troverete; se invece vi interessano i romanzi che mettono in corto circuito prove e credenze e provano a farle convivere sulla pagina, qui c’è materiale su cui discutere fino all’ultima riga di referto.
E quando chiudete, rimane quella domanda che vale più di un esorcismo e di un EEG: che cosa chiamiamo, davvero, “anima”? (La risposta non la dà il libro… ma vi sfido a smettere di cercarla.)
⭐⭐⭐
