Le luci di settembre. Niebla #3
Durante l’estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all’improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito.
Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l’uomo vive con la moglie malata.
Tutto sembra andare per il meglio.
Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato – e che sembrano avere vita propria – mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa.
Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l’armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta e una misteriosa ombra si impossessa della tenuta.
Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l’oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre.
Recensione
Con Le luci di Settembre ho terminato anche la trilogia della Nebbia, l’ultima che mi restava da leggere dell’autore. E devo dire che, rispetto a Il principe della nebbia e Il palazzo della mezzanotte, questo romanzo supera di gran lunga le mie aspettative.
E in qualche modo riconosco l’autore che ho tanto amato con Il Cimitero dei Libri Dimenticati. Ritrovo il suo stile e infatti ho letto Le luci di settembre così velocemente che quasi quasi me lo rileggerei!
Non c’è un solo passaggio che non ho adorato. La descrizione di Baia Azzurra mi ha fatto venire voglia di trasferirmi in Francia tipo subito. Immaginare di fluttuare nelle acque sul dorso di una barca a vela ha fatto sì che la mia immaginazione viaggiasse ancora di più.
La storia, sempre cupa, questa volta è stato meno pesante delle scorse storie. Non ci si aspetta un lieto fine, questo no, ma ci si aspetta un sacrificio che non tarda a palesarsi.
Ma la perla di questo romanzo è la storia nella storia, Alma Maltisse e il suo diario. Perché alla fine tutto ruota attorno a questa figura che non c’è.
Conclusione
Le luci di Settembre è all’altezza della penna di chi lo ha scritto. Non mancano le tragedie ma questa volta ci viene offerta una piccola speranza per il futuro, a cavallo della guerra.
La storia di Alma si mescola a quella di Simone e della sua famiglia, che a sua volta si mescola con quella di Hannah e Ismael ma soprattutto con quella del misterioso Lazarus.
Mi ha fatto piacere, molto piacere, rivedere Andreas Corelli anche se è un personaggio che ho sempre odiato. Questo però significa che il personaggio che poi ritroviamo nella serie del Cimitero dei Libri Dimenticati è nato proprio con Le luci di Settembre.
Ho adorato il personaggio di Ismael, inutile dirlo. Quanto vorrei leggere ancora di lui! Quanto vorrei che l’autore ci regalasse altre perle rare come questi romanzi!
Consiglio davvero la lettura dell’autore tutto. Partendo dalla trilogia della Nebbia, potrete vedere con i vostri occhi la sua crescita come autore per arrivare alla scrittura del suo capolavoro: L’ombra del vento.
⭐⭐⭐⭐
