
Iron Flame. The Empyrean #2
Tutti si aspettavano che Violet Sorrengail morisse durante il suo primo anno all’accademia militare di Basgiath, compresa lei stessa. Ma la Trebbiatura è stata solo la prima, difficilissima prova per eliminare i candidati più insicuri, indegni e sfortunati.
Ora inizia l’addestramento vero e proprio, e Violet già si chiede come farà a superarlo. Perché non sarà soltanto terribilmente estenuante, brutale e progettato per testare la capacità dei cavalieri di resistere al dolore oltre ogni limite.
Il vero pericolo è il nuovo vicecomandante, che ha deciso di dimostrare a ogni costo quanto la ragazza sia inadatta al posto che si è guadagnata a fatica, a meno che non tradisca l’uomo che ama. Forse il corpo di Violet è più debole di quello degli altri, ma di certo non le mancano né l’ingegno, né una volontà di ferro.
E soprattutto, il vicecomandante non tiene conto della lezione più importante di Basgiath: i cavalieri di draghi si fanno le regole da soli. Ma la determinazione a sopravvivere non sarà sufficiente quest’anno. Perché Violet conosce il vero segreto nascosto da secoli all’accademia militare di Basgiath e niente, nemmeno il fuoco dei draghi, potrebbe essere sufficiente a salvarli.
Recensione
Disclaimer iniziale: se non avete ancora letto “Fourth Wing”, primo volume della serie “Empyrean” di Rebecca Yarros, fermatevi qui e andate a recuperarlo su due piedi. Sul serio, interrompete qualsiasi altra lettura e tuffatevi immediatamente nel mondo dei cadetti di Basgiath, dei draghi e della guerra alle porte, perché Iron Flame parte esattamente da lì, continuando la storia in modo ancora più epico, intenso e devastante. E se siete già pronti per il sequel, allora fate un bel respiro: vi aspetta un viaggio che non dimenticherete facilmente.
Una delle cose che più mi ha colpita, fin dalle prime pagine di Iron Flame, è la sensazione di trovarsi di nuovo a casa… con qualche finestra in frantumi e la porta sul retro in fiamme. Voglio dire, Basgiath, l’accademia militare dove i protagonisti addestrano corpo e mente per diventare draghi-volanti (o per morire provandoci), la conosciamo bene. Eppure, la Yarros riesce a trasformarla in un luogo familiare, certo, ma anche crudelmente rinnovato. Dopo le scoperte sconcertanti del primo libro, infatti, tutto ha preso una piega più oscura e chiunque abbia un minimo di coscienza si rende conto che nessuno è al sicuro.
Che cos’hanno di speciale, questi cadetti? Be’, innanzitutto cavalcano draghi. E scusate se è poco! Ma, come abbiamo imparato, l’arte di intrecciare il proprio legame con una creatura millenaria non si esaurisce nelle “solite” scene adrenaliniche di volo e fuoco. Nel mondo di Rebecca Yarros, il drago è il tuo compagno di vita, la tua arma segreta e, allo stesso tempo, la tua coscienza critica. Insomma, un amico che non ti fa sconti e che potrebbe decidere di vaporizzarti in un battito di ciglia se non dimostri di meritarne la fiducia.
Se avete già seguito la storia di Violet Sorrengail (la protagonista dal carattere apparentemente fragile ma dall’intelligenza feroce), saprete di cosa parlo. Ecco, in “Iron Flame” tutto questo diventa più intenso: i draghi non sono soltanto animali da battaglia ma rappresentano un intero sistema di valori e responsabilità che grava sulle spalle dei giovani cadetti. E, ahimè, il prezzo da pagare per tradire un drago è più alto di qualsiasi pena umana.
Parliamo un attimo di Violet, perché è impossibile leggere Iron Flame senza rimanere incantati (o esasperati, a seconda dei momenti) dalla sua crescita e dalla sua ostinazione. Nel primo libro l’abbiamo conosciuta mentre cercava di sopravvivere alla Selezione, quella crudissima prova che doveva decidere chi aveva il diritto di entrare a Basgiath e chi invece avrebbe fatto da concime per i prati circostanti. Lei non era esattamente la tipa atletica con muscoli d’acciaio e cervello da condottiero, bensì la ragazza gracile con un passato da studiosa, spinta (o costretta) da sua madre ad arruolarsi.
In Iron Flame, la ritroviamo più forte, più consapevole, ma anche terrorizzata dal fatto che il potere comporti enormi responsabilità. E lei di potere, scopriremo, ne possiede più di quanto osasse immaginare. Non aspettatevi però la classica protagonista spavalda: Violet resta Violet, con tutte le sue insicurezze e le sue ferite, fisiche e mentali. Eppure, pagina dopo pagina, si fa strada una determinazione inarrestabile che ti fa pensare: “Se la incontrassi nella vita reale, probabilmente vorrei abbracciarla e farle un inchino allo stesso tempo.”
Uno degli aspetti che ho adorato di più è come la Yarros ha saputo dosare il realismo delle reazioni di Violet di fronte alle perdite e alle scoperte sconcertanti che si accumulano capitolo dopo capitolo. Il trauma non passa con un colpo di bacchetta magica. Violet soffre, arranca, si fa domande e risponde con i mezzi che ha. Però non si ferma. E secondo me, nelle saghe fantasy, il coraggio di mostrare la fragilità del personaggio è fondamentale per renderlo autentico. Applausi sentiti alla scrittrice.
Ovviamente, non possiamo parlare di Iron Flame senza citare Xaden Riorson, l’addestratore (o meglio, l’ufficiale superiore) più affascinante e oscuro del momento. Se nel primo volume c’erano scintille tra lui e Violet, qui le scintille diventano fuochi d’artificio. Letteralmente. La tensione tra i due si fa ancora più palpabile, mischiando attrazione, diffidenza, complicità, bugie, verità svelate e segreti che spuntano come funghi in un bosco di notte. È il classico personaggio che ti fa sospirare e imprecare a ogni capitolo, perché lo senti sull’orlo di un baratro emotivo che potrebbe distruggere entrambi.
Ma parliamo anche di tutti quegli amici – e potenziali traditori – che gravitano intorno ai nostri protagonisti. Il bello di Iron Flame è che amplia notevolmente il ventaglio di personaggi secondari, rendendo l’accademia non più soltanto lo scenario di un addestramento letale, ma una sorta di mini-città in cui si intrecciano alleanze politiche, sentimenti non detti e, purtroppo, drammi personali. Dovrete fare attenzione a ogni singola comparsa, perché Rebecca Yarros non butta mai nulla a caso: quel cadetto che all’inizio vi sembrerà solo “il tizio in fondo al corridoio” potrebbe diventare fondamentale venti capitoli dopo.
In mezzo a questo marasma, emergono rapporti di amicizia commoventi, rivalità spietate e amori che potrebbero nascere o spezzarsi in qualunque momento. Vi avverto: se siete tipi che si affezionano ai personaggi, preparatevi a soffrire. Nulla è scontato e i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo.
Uno dei grandi punti di forza della Yarros è senza dubbio lo stile narrativo. Se in “Fourth Wing” già si percepiva la sua capacità di alternare scene d’azione al cardiopalma con momenti di tenerezza o riflessione, in Iron Flame questa abilità viene affinata all’ennesima potenza. L’autrice sa come tenerti incollato alle pagine, facendo schizzare la tensione alle stelle per poi regalarti una pausa in cui respirare assieme a Violet e gli altri. Pausa che dura giusto il tempo di lasciarti abbassare la guardia, prima di catapultarti in un nuovo orrore (o in una nuova rivelazione che cambia tutte le carte in tavola).
Da lettrice, ho amato il modo in cui ogni capitolo finisce con un piccolo cliffhanger, qualcosa che ti fa dire: “Ok, leggo solo ancora un paragrafo e poi vado a dormire.” E poi ti ritrovi a passare la notte in bianco. C’è una fluidità coinvolgente nella prosa della Yarros che non cade mai nell’infodump (il cosiddetto effetto “ti butto addosso quintali di spiegoni sull’ambientazione”), ma è sempre concentrata su ciò che fanno e sentono i personaggi. E questa è la chiave che rende il suo worldbuilding sì complesso, ma al contempo digeribile e accessibile.
Dicevamo che questa saga è ambientata in un continente in perenne conflitto, con Basgiath al centro delle dinamiche militari e politiche. Nel primo libro, “Fourth Wing”, abbiamo imparato a conoscere Navarra quasi soltanto dal punto di vista del college militare. In Iron Flame, il raggio si amplia. Ci vengono svelate altre regioni, altre fazioni, antichi rancori e strategie segrete. E lasciate che ve lo dica: se già la situazione sembrava complicata, qui le alleanze e i conflitti diventano un intricato mosaico in cui ognuno ha qualcosa da perdere o da nascondere.
Adoro quando un autore riesce a unire la dimensione epica (battaglie su draghi, poteri magici, misteri ancestrali) a un sottotesto più “politico” e realistico. La Yarros ci riesce egregiamente, senza appesantire la narrazione. Ogni scoperta sul passato di Navarra e sul vero significato dell’Accademia aumenta la portata della storia, facendoci capire che c’è qualcosa di molto più grande in gioco rispetto alla semplice sopravvivenza di un gruppo di cadetti. Eppure, la prospettiva resta incentrata su Violet e sui suoi compagni, cosa che a mio avviso rende il tutto più umano e meno freddo.
Se dovessi definire Iron Flame con un’unica parola, direi “equilibrio”. Mi spiego meglio: questo romanzo mescola con grande disinvoltura vari generi. È un fantasy militare? Sì, perché le tecniche di addestramento, le esercitazioni brutali e le battaglie aeree sono all’ordine del giorno. È un romance? Decisamente sì, dal momento che il rapporto tra Violet e Xaden è una delle colonne portanti della trama, e i momenti di tensione amorosa sono di quelli da farti sussultare in ogni pagina. È un romanzo di cospirazione politica? Assolutamente sì, perché i personaggi si muovono in uno scenario dove le gerarchie e i segreti di stato sono più letali di un drago arrabbiato.
Eppure, non si ha mai l’impressione che un aspetto sovrasti gli altri. La Yarros riesce a mantenere un filo conduttore che unisce tutto, dando pari importanza all’evoluzione dei sentimenti, alle rivelazioni politiche e all’azione pura e semplice. Questo equilibrio è merce rara, perché spesso in un fantasy romance militare c’è il rischio che la storia d’amore prenda il sopravvento a scapito del worldbuilding, oppure che l’aspetto bellico schiacci la caratterizzazione dei personaggi. Qui, no. Funziona tutto in modo armonico, come un’orchestra ben diretta.
Iron Flame non risparmia momenti di vera e propria brutalità. Già nel primo libro c’erano stati dei decessi e delle scene parecchio angoscianti, ma qui la posta in gioco si alza ulteriormente. Quando si vola su un drago o ci si scontra con un drappello di nemici, la paura si sente fin nelle ossa. Ho letteralmente divorato le descrizioni degli scontri, con il cuore in gola, perché la Yarros sa mettere in scena la confusione, il coraggio e il terrore che accompagnano un vero campo di battaglia. E come lettrice, mi sono sentita dentro la mischia, con i capelli scompigliati dal vento e lo stomaco sottosopra.
Attenzione, però: non aspettatevi combattimenti fini a se stessi. Ogni scontro ha un suo peso narrativo e porta conseguenze, ferite (fisiche e psicologiche) che i protagonisti dovranno gestire. Se cercate un fantasy in cui i personaggi escono illesi da ogni prova, potreste rimanere delusi. Qui si combatte per davvero, e il conto arriva sempre.
Uno dei messaggi che ho amato di più in Iron Flame è l’idea che nessuno può farcela da solo. Violet, Xaden e gli altri cadetti imparano a loro spese che l’unione fa la forza, e che anche il più piccolo tradimento (o la più piccola menzogna) può incrinare l’equilibrio del gruppo in modo devastante. In un’accademia militare così spietata, dover contare l’uno sull’altro è una questione di vita o di morte.
Ecco quindi che l’autrice ci regala momenti di solidarietà e sostegno reciproco che hanno un retrogusto quasi “familiare”, anche se ovviamente non mancano i conflitti interni. Anzi, i contrasti sono inevitabili, ma forse proprio per questo risultano più forti i legami di amicizia vera e sincera che si sviluppano a Basgiath. Prepariamoci a scene in cui le lacrime (di gioia o di rabbia) scenderanno copiose, perché alla fine, dietro le placche di metallo e le spade affilate, ci sono ragazzi e ragazze poco più che ventenni che cercano di sopravvivere in un mondo crudele.
Non voglio fare spoiler, ma sappiate che in Iron Flame la magia (i poteri speciali ottenuti grazie al legame con i draghi) subirà una bella scossa. Si apriranno nuove strade, verranno svelati arcani millenari e, soprattutto, comprenderemo che ciò che credevamo di sapere è soltanto la punta dell’iceberg. Uno degli aspetti che più mi ha intrigata è la tensione tra scienza, magia e tradizione militare. Esiste un modo per razionalizzare i poteri o devono essere lasciati alla componente mistica del legame con il drago? E quali sono i pericoli di un potere fuori controllo?
È inevitabile parlare di romance, perché Iron Flame dà un discreto spazio anche all’evoluzione dei sentimenti, dei legami amorosi e delle chimiche complicatissime che si creano fra i cadetti. Nel primo libro la tensione tra Violet e Xaden era già a livelli stellari; qui, come dicevo, ci sono momenti in cui ho davvero smesso di respirare per qualche secondo. Ma mi è piaciuto anche il modo in cui l’autrice gestisce i sentimenti di personaggi secondari, creando una rete di emozioni e rapporti che non scadono mai nel banale triangolo amoroso acchiappa-lettrici.
Non mancano, ovviamente, le scene di passione. E sono scritte in modo da far venire la pelle d’oca, ma senza mai cadere nel volgare o nel forzato. Rebecca Yarros, del resto, ha un talento speciale nel cogliere le sfumature della seduzione: è sensuale, ma anche emotiva, e a tratti dolorosa. Chi ama il genere new adult troverà pane per i propri denti, e anche chi di solito storce il naso davanti alle scene romantiche potrebbe ricredersi grazie alla delicatezza con cui vengono inserite nella trama.
Ogni libro ha i suoi pro e contro. Iron Flame non fa eccezione. Potrei lamentarmi del fatto che, a volte, la narrazione proceda in modo un po’ accelerato, quasi come se l’autrice volesse a tutti i costi portare i personaggi in certi luoghi o far avvenire determinate situazioni. Capita di sentire il “motore” della trama che spinge un pochino. Ma onestamente? Non mi ha disturbato più di tanto, perché ogni scelta ha una conseguenza interessante.
Per qualcuno potrebbe essere un difetto anche la drammaticità costante: non c’è mai un vero momento di calma piatta, sembra che ogni pagina debba aggiungere un colpo di scena o una rivelazione shockante. Dipende dai gusti: a me, personalmente, questo ritmo incalzante è piaciuto, perché si abbina bene all’idea di un’accademia militare in stato di allerta. Tuttavia, se cercate un fantasy più “lento” e meditativo, magari non è la serie adatta a voi.
Insomma, Iron Flame è uno di quei sequel che non delude le alte aspettative generate dal primo libro. Rebecca Yarros non si accontenta di replicare la formula di “Fourth Wing” ma la espande, la rafforza e la intensifica, regalandoci un’avventura carica di emozioni, pericoli e scelte impossibili. Personalmente, ho apprezzato la coerenza interna della storia: ogni personaggio è costretto ad affrontare le conseguenze di quanto accaduto prima, nessuno ha vita facile o un percorso privo di ostacoli.
Se dovessi tracciare un parallelo, direi che “Fourth Wing” era la scintilla, l’innesco di un incendio narrativo, mentre Iron Flame è la fiammata che avvolge tutto. E, da quello che ho percepito, credo che la storia di Violet e dei suoi compagni abbia ancora molto da dire. Anzi, la Yarros lascia intendere che ci siano segreti ancora più grandi da svelare e avversari più temibili da affrontare. Un piccolo consiglio: preparatevi mentalmente a un finale che vi farà alzare gli occhi al cielo e urlare “Ma come, finisce così?!”.
Conclusione
Tirando le somme, siamo di fronte a un romanzo che mantiene altissimo il livello di coinvolgimento, moltiplica i conflitti (esterni e interni) e spinge i personaggi verso scelte morali devastanti. Il tutto condito da una scrittura coinvolgente e da una worldbuilding che, a ogni passaggio, acquisisce spessore e profondità. Se avete amato “Fourth Wing”, qui troverete pane per i vostri denti draconici. Se siete nuovi in questo mondo, correte a recuperare il primo volume, e poi lasciatevi travolgere da questa seconda avventura.
Se vi piacciono i draghi, le eroine imperfette che si fanno il mazzo per dimostrare il proprio valore, gli eroi tenebrosi che non crollano in cliché stucchevoli, e un mondo di intrighi politici che tiene alta la tensione, allora Iron Flame è praticamente un must-have. E se, come me, siete di quelli che passano serate intere a scambiarsi teorie sul futuro dei personaggi, troverete pane per i vostri denti. Insomma, prendetevi un pomeriggio libero, spegnete il cellulare (a meno che non vogliate postare reaction su Instagram ogni due pagine) e preparatevi a volare su un drago gigante insieme a Violet. Non garantisco che ne uscirete interi e senza traumi, ma di sicuro avrete vissuto un’avventura epica che, state certi, non dimenticherete tanto in fretta.
⭐⭐⭐⭐⭐
