[Recensione] Eterya. Gli amuleti della Dea

by R.
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Copertina del romanzo fantasy “Eterya. Gli amuleti della Dea” di Barbara Manca, edito da La Corte, con al centro un amuleto dorato dal design antico avvolto da fiamme ardenti su sfondo nero, evocando magia, mistero e potere divino in un’atmosfera epica e mitologica.

Eterya. Gli amuleti della Dea – Eterya #1

I regni di Eterya sono soggetti da sempre al dominio del Consiglio dei Saggi, il cui unico intento è quello di far perdurare una pace che resiste da più di mille anni.

A tale scopo è stato istituito il sistema dei Certificati di Nascita Regolare e coloro che non ne sono in possesso vengono uccisi all’istante.

È in questo mondo, stretto nella morsa del controllo e della paura, che si muove Ann.

Cresciuta alle pendici di un villaggio remoto e dimenticato, vorrebbe essere una ragazza qualunque ma sa di non esserlo. Ann è una Senza Certificato, un’orfana, e per questo condannata a una vita in fuga. L’incontro della giovane con Sion, però, stravolge ogni cosa.

Perché Sion è un Mezzo, nato dall’unione tra un Oscuro e un umano, ma soprattutto è il braccio destro della Regina-Mostro Edem e sembra conoscere Ann meglio di quanto lei conosca se stessa. Quando il destino della ragazza si intreccia con quello della sovrana le sue certezze crollano gradualmente.

Chi può dire dove giace il male? Se la linea di confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato sembra essere così evanescente, da quale parte sceglierà di stare Ann?

Recensione

Nel mondo di Eterya, essere senza un Certificato di Nascita Regolare equivale a una condanna a morte. Ann, la protagonista, è una “Senza Certificato”, costretta a vivere nascosta e a guardarsi le spalle in un sistema che non perdona. La sua vita cambia radicalmente quando incontra Sion, un Mezzo – nato dall’unione tra un umano e un Oscuro – e braccio destro della temuta Regina Edem. Questo incontro la catapulta in un viaggio di scoperta personale, tra verità scomode e scelte difficili

Barbara Manca ci regala un mondo complesso e ben strutturato, dove la magia si intreccia con tematiche attuali come la discriminazione e la ricerca dell’identità. I cinque regni di Eterya sono descritti con cura, e il sistema dei Certificati di Nascita Regolare aggiunge una dimensione distopica intrigante. ​

I personaggi di Eterya non sono mai completamente buoni o cattivi. Ann, inizialmente ingenua, cresce e si evolve nel corso della storia, affrontando dilemmi morali e scelte complesse. Sion, con il suo passato oscuro e la lealtà alla Regina, è un coprotagonista affascinante e ben caratterizzato. La narrazione in prima persona alternata tra i vari personaggi permette al lettore di entrare nella mente di ciascuno, comprendendone motivazioni e conflitti interiori.

Il romanzo bilancia bene momenti di azione con riflessioni più profonde. Le scene di battaglia sono coinvolgenti, ma è nelle pause che emergono le vere sfide dei personaggi: accettare sé stessi, affrontare il passato e scegliere da che parte stare in un mondo dove il confine tra bene e male è sfumato.

Conclusione

Se da un lato il romance aggiunge profondità emotiva alla storia, dall’altro potrebbe risultare un po’ eccessivo. Ann sembra attirare l’attenzione di molti personaggi, creando dinamiche sentimentali che, seppur interessanti, rischiano di distogliere l’attenzione dalla trama principale. ​

Eterya. Gli amuleti della Dea è un esordio promettente nel panorama fantasy italiano. Barbara Manca dimostra talento nel creare mondi complessi e personaggi sfaccettati. Nonostante qualche piccolo difetto, il romanzo offre una lettura coinvolgente e stimolante, lasciando il lettore con la voglia di scoprire cosa riserverà il prossimo capitolo della saga.​

⭐⭐⭐⭐

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