[Recensione] Onyx Storm

by R.
73 views

Onyx Storm. The Empyrean #3

Dopo aver trascorso quasi diciotto mesi nell’accademia militare di Basgiath, Violet Sorrengail sa che non c’è più tempo per le lezioni. O per l’incertezza. La guerra è davvero iniziata e, con i nemici in avvicinamento e ormai infiltrati all’interno dei loro ranghi, è impossibile sapere di chi fidarsi.

Violet dovrà spingersi oltre le deboli difese di Aretia alla ricerca di alleati che possano schierarsi al fianco di Navarra. Il viaggio metterà a dura prova il suo spirito, la sua fortuna e la sua forza, ma è disposta a fare qualsiasi cosa per salvare ciò che ama – i suoi draghi, la sua famiglia, la casa che hanno ricostruito e lui.

Anche se questo significa custodire un segreto così importante che potrebbe distruggere tutto. C’è bisogno di un esercito. Di Potere. Di Magia. E di una cosa che solo Violet è in grado di scovare… la verità. Ma una tempesta si sta preparando all’orizzonte e non tutti riusciranno a sopravvivere alla sua collera. In contemporanea mondiale il terzo attesissimo capitolo della saga Fourth Wing.

Recensione

Se pensavate che Rebecca Yarros avesse già dato il massimo con i precedenti romanzi, preparatevi a ricredervi: Onyx Storm è la dimostrazione lampante che l’autrice è capace di spingersi ancora più in là, regalandoci una storia ricca di emozioni, magia e colpi di scena da togliere il fiato. Non importa se avete appena scoperto l’universo fantasy della Yarros oppure se lo seguite sin dai tempi di Fourth Wing: questo nuovo capitolo è un vero e proprio turbinio di avventure, sentimenti e rivelazioni inaspettate che difficilmente vi lascerà indifferenti.

Prima di tutto, una piccola premessa: se Onyx Storm si colloca cronologicamente all’interno del mondo inaugurato con Fourth Wing e proseguito in Iron Flame, sappiate che, come spesso accade con i romanzi della Yarros, la lettura può riservare sorprese anche a chi non ha ancora esplorato a fondo la saga. Certo, conoscere i fatti precedenti regala maggiore profondità ai personaggi e alla trama, ma Onyx Storm possiede una forza narrativa abbastanza autonoma da tenervi incollati alle pagine fin dal primo capitolo.

Questa volta, l’autrice sposta l’azione in parte lontano da Basgiath (o almeno, non ci restiamo a lungo). Se nei libri precedenti ci eravamo abituati a vivere tra i corridoi militari, gli spiazzi d’addestramento e le missioni letali sopra i draghi, in Onyx Storm si respirano nuovi panorami e si attraversano territori che, finora, erano rimasti appena tratteggiati.

Il titolo, poi, è già un’anticipazione: c’è una tempesta (letterale e metaforica) che si abbatte su questo mondo di magia e legioni pronte a morire pur di difendere i confini. E i fulmini che squarciano il cielo nascondono molto più di un semplice fenomeno meteorologico.

In Onyx Storm ci troviamo di fronte a un equilibrio politico già piuttosto fragile, messo a dura prova dall’imminente minaccia di una guerra su larga scala. Basgiath, un tempo inespugnabile baluardo di addestramento e disciplina, è ora più che mai al centro di complotti e macchinazioni. Ma il cuore del conflitto si sposta altrove.

Rebecca Yarros intesse un intreccio di intrighi politici, magie dimenticate e misteri che affondano le radici in epoche precedenti. Questo nuovo capitolo non è più soltanto la storia di un manipolo di cadetti che imparano a volare su draghi (sebbene ci siano scene aeree da brivido!). È il tentativo di tutto un popolo di non soccombere a forze inarrestabili.

Già con Fourth Wing e Iron Flame avevamo intuito la ricchezza del mondo di Navarra. Con Onyx Storm, la Yarros si spinge oltre, portando alla luce civiltà, tradizioni e superstizioni mai approfondite prima. Dal remoto Nord, con i suoi inverni senza fine e le tribù nomadi, all’entroterra desertico di cui si vociferava soltanto nei canti dei bardi, tutto prende forma in modo vivido, quasi palpabile.

Violet Sorrengail, con i suoi draghi e il suo carattere tenace, ha fatto breccia nei cuori di innumerevoli lettori.

La sua crescita nel corso del romanzo è esponenziale: parte come soldato obbediente, convinta che la priorità sia proteggere i confini di Navarra, e si ritrova a dover scegliere tra la fedeltà cieca e il dovere morale di scoprire scomode verità.

Una delle novità più affascinanti di Onyx Storm è il modo in cui la Yarros introduce una sorta di tecnologia arcana, un insieme di marchingegni che sembrano fondere scienza e magia in un ibrido potenzialmente esplosivo. Non voglio rovinare la sorpresa, ma sappiate che le battaglie aeree non si limitano più soltanto all’abilità dei piloti e alla potenza dei draghi: ci sono innovazioni (forse pericolose) che mettono in discussione l’intero concetto di volo e di combattimento aereo.

Questa è un’aggiunta decisamente intrigante al già ricchissimo worldbuilding della Yarros. Che siate fan dei classici fantasy epici o di storie più sperimentali, troverete pane per i vostri denti in questa fusione di antiche conoscenze, scienza militare e segreti magici custoditi da generazioni.

Non sarebbe un vero romanzo di Rebecca Yarros senza scontri mozzafiato, e Onyx Storm non delude sotto questo aspetto. Prepariamoci a sequenze di battaglia che alternano momenti di ferocia pura a strategie militari raffinate, con i personaggi costantemente sull’orlo del baratro. Il volo dei draghi, descritto con la consueta abilità dell’autrice, riesce ancora una volta a farti sentire come se fossi tu stessa/o in sella a una creatura maestosa, in lotta per la sopravvivenza.

Ma ciò che rende le scene d’azione davvero uniche è il fatto che, dietro ogni colpo di spada o getto di fuoco draconico, ci siano emozioni palpabili: la paura di non tornare a casa, il desiderio di proteggere chi si ama, la rabbia per le ingiustizie subite. Non è un semplice spettacolo pirotecnico: è la rappresentazione di come, in un mondo dove regnano le gerarchie militari e i segreti di stato, l’unico modo per conquistare la libertà sia combattere con ogni fibra del proprio essere.

Una delle tematiche che emergono con forza in questo romanzo è l’importanza dei rapporti interpersonali, di quelle connessioni che si instaurano anche (e soprattutto) in contesti di estremo pericolo. I protagonisti si trovano a fare squadra con persone di cui non si sarebbero mai fidati in passato, unendo le forze per affrontare una minaccia comune. Amicizie nate tra le macerie, complicità cementate dalle ferite riportate in battaglia, amori che sconvolgono l’anima e senso di appartenenza a una famiglia che non è più soltanto di sangue.

Vi avviso: preparate i fazzoletti, perché ci sono momenti di profonda commozione. La Yarros non risparmia colpi di scena dolorosi, e imparare ad aggrapparsi agli altri diventa non solo un bisogno umano, ma una vera e propria strategia di sopravvivenza. Il percorso di Violet, di Xaden e di altri comprimari passa proprio attraverso la scoperta che, anche nel mondo spietato di Basgiath, nessuno può farcela da solo.

Per chi ha già dimestichezza con lo stile della Yarros, Onyx Storm conferma la sua innata capacità di trasportare il lettore dentro l’azione, dentro la mente (e il cuore) dei personaggi. Ogni capitolo finisce con un piccolo hook, una domanda irrisolta o una rivelazione parziale che ti costringe a voltare pagina. L’autrice sa dosare i momenti di pura adrenalina con scene più intime, in cui i protagonisti si ritrovano a confrontarsi con le proprie paure o i propri sentimenti.

La fluidità con cui vengono affrontati temi impegnativi — come il trauma, la perdita, la corruzione politica — è sorprendente. Non si cade mai in facili retoriche o in soluzioni semplicistiche. Onyx Storm riflette la maturità di un’autrice che ha ben chiaro dove vuole portare i suoi lettori: vuole farli sognare, tremare, piangere e, soprattutto, sperare che in mezzo a una tempesta esista sempre la possibilità di una luce.

Non vi mentirò: Onyx Storm è un libro corposo, e non sorprende, visto l’intreccio che coinvolge più personaggi e più linee narrative. Potreste trovarvi a pensare Ok, è la solita saga infinita?. In parte sì: la profondità del worldbuilding e la quantità di trame secondarie potrebbero intimorire chi cerca una lettura più ‘leggera’. Ma se amate immergervi in un universo fantasy a 360°, con le sue regole, la sua storia e il suo lessico particolare, allora sarete nel vostro ambiente naturale.

Il ritmo rimane comunque incalzante: non ci sono capitoli che sembrano riempitivi, ogni scena ha un suo preciso perché, che sia un tassello in più nel quadro generale o uno spunto per farci conoscere meglio la psiche di un personaggio. Quindi, sì: Onyx Storm è una lettura impegnativa, ma nel miglior senso possibile. Se siete pronti a sprofondare in un vortice di eventi e di emozioni, lo amerete.

Conclusione

In conclusione, Onyx Storm è l’ennesima conferma di come Rebecca Yarros abbia una visione ambiziosa e una scrittura capace di sostenere i temi più epici e quelli più intimi, avvolgendo tutto in un unico abbraccio narrativo. È un romanzo di coraggio, di rivalsa, di segreti inconfessabili e di guerre che si giocano tanto sul campo di battaglia quanto nell’anima dei personaggi.

Se siete pronti a seguire Violet lungo un percorso fatto di scelte impossibili e scoperte sconvolgenti, se volete tornare a vivere l’adrenalina delle sfide in sella ai draghi (o persino scoprire nuovi modi di combattere che potrebbero rivoluzionare l’intera dottrina militare di Navarra), se desiderate assaporare il batticuore di un romance teso come una corda di violino, allora Onyx Storm è la prossima tappa obbligata.

Al di là di tutte le parole, la verità è che la Yarros ha creato un mondo così vivo e pulsante che, una volta chiusa l’ultima pagina, avrete la sensazione di aver lasciato un pezzo di voi stessi in quelle terre battute dal vento. Ed è proprio in quel momento che capirete di aver vissuto un’esperienza unica, una tempesta letteraria che vi accompagnerà per molto, molto tempo.

⭐⭐⭐⭐⭐

You may also like