Will. Il potere della volontà
Attore, rapper, icona globale. Personalità tra le più dinamiche e amate del mondo dello spettacolo, Will Smith si racconta per la prima volta in un memoir straordinariamente coraggioso, onesto, di grande ispirazione.
Un’autobiografia dirompente che svela senza pudore tutta la storia di una delle più incredibili ascese hollywoodiane dei nostri tempi.
Alla soglia dei cinquant’anni Will Smith pensava – e come dargli torto? – di avere tutto: non solo il suo successo personale non temeva confronti, ma anche la moglie Jada e i due figli Jaden e Willow splendevano brillantissimi nel firmamento dello spettacolo.
Peccato che i diretti interessati non condividessero affatto il suo entusiasmo e si sentissero, anzi, come i funamboli di un circo, soffocati dagli impossibili standard di perfezione di un maniaco del lavoro. L’ammutinamento era dietro l’angolo e Will stava per scoprire di non aver ancora finito di imparare tutto quel che c’era da imparare sull’amore e la felicità.
Questo memoir è il risultato di un profondo viaggio di scoperta interiore, la resa dei conti definitiva tra ciò che si può ottenere attraverso l’esercizio della pura forza di volontà, e ciò che, così facendo, si rischia di lasciarsi per sempre alle spalle. Will racconta con grande onestà la lunga strada che conduce al controllo delle proprie emozioni, e lo fa in modo da essere d’aiuto a chiunque ambisca allo stesso risultato.
Perché, che tu sia uno dei più potenti e strapagati attori hollywoodiani o una persona comune alle prese con problemi comuni, la verità è una sola ed è la stessa per tutti: non ha senso lottare per realizzare i tuoi sogni, se prima non proteggi la felicità di chi ami. Il solo modo per riuscirci è non smettere mai di imparare. E ascoltare anche le voci che non ti piacciono, quando le incontri lungo il cammino.
Questa è la storia di uno scontro epico tra amore, ambizioni, paure e successo.
Recensione
Non credevo sarei riuscita a finire di leggere la biografia di Will Smith in soli… tre mesi? Più o meno. Il motivo non è difficile. Si tratta di un lungo racconto, molto dettagliato e non sempre piacevole da leggere. Non mancano dei momenti divertenti e spassosi, tipici di Will Smith ma ragazzi… che fatica!
Potrei stare qua a raccontarvi ogni singolo episodio che ha caratterizzato la sua vita ma non lo farò. Quello che farò è raccontarvi di Will così come si è raccontato lui. Nasce in una famiglia normale, non particolarmente benestante e durante tutte le estati il suo lavoro è aiutare il padre nella sua azienda.
Arriva la musica e Will decide di seguire la sua passione, fino a farla diventare un lavoro. Ma non è abbastanza. È per pura fortuna che si imbatte in Quincy Jones e viene scritturato per interpretare Willy, il principe di Bel-Air. Ma ancora non è abbastanza.
Con le tasse da pagare, un figlio e un matrimonio traballante si avvicina al cinema. Sei gradi di separazione è il primo film che lo vede protagonista. E da lì è tutto un susseguirsi di successi: Man in Black, Indipendence Day, Bad Boys, La ricerca della felicità, Sette Anime, Alì. E via discorrendo.
Ma la sua vita non è così paradisiaca come sembra. È vero che ha tutto, soldi e successo ma costringe tutta la famiglia agli stessi sacrifici che impone per se stesso e non sempre è in grado di riconoscere i segnali inviati dal resto della famiglia.
Conclusione
Ho deciso di condividere un singolo episodio della biografia di Will Smith perché è davvero troppo divertente. L’attore è stato sposato e ha avuto un figlio con una donna che non è Jada Pinkett. Quando Jada restò incinta di Jaden, chiesero al fratellino di scegliere il nome per il nuovo arrivato.
In quel periodo Trey adorava giocare a Super Mario e quando Jada e Will gli chiesero il nome per il fratellino… beh esordì con un semplicissimo Luigi. Potete immaginare da soli la reazione di Will, vero? La sua paura più grande era dover presentare il nascituro con l’americanissimo nome di Luigi Smith, con conseguente trasferimento a Palermo ???.
Ho riso qualcosa come venti minuti, perché non riuscivo a smettere! Ad ogni modo… è stata sicuramente una lettura interessante anche se impegnativa. Adoravo già Will Smith e ora capisco come mai ogni suo film sia sinonimo di qualità.
PS: c’è anche qualche dritta su Monopoli, lo leggerei anche solo per questo…
⭐⭐⭐
