[Recensione] Il Giorno del Sacrificio

by R.
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Il giorno del sacrificio

Sembra un lunedì mattina come tanti per Carlo Alberto Marchi. Come ogni giorno, il reporter è diretto a Gotham City, il futuristico Palazzo di Giustizia di Firenze, a caccia di notizie. Un lunedì come tanti, sino alla telefonata del capocronista: Marchi deve correre al vicino polo universitario, è successo qualcosa di grosso. 

Ma, dopo essere arrivato sul posto ed essere riuscito a farsi strada tra il muro di poliziotti e ambulanze, quello che vede lo coglie del tutto impreparato: sangue dappertutto, una decina di studenti a terra, alcuni corpi coperti pietosamente da lenzuola bianche. Tra loro, anche l’autore della carneficina, che dopo aver sparato all’impazzata si è ucciso urlando “Allah akbar”. Firenze si risveglia nel terrore, soprattutto quando un video annuncia che il Giorno del Sacrificio è vicino…

Recensione

Tornare a Firenze, con Carlo Alberto Marchi alla guida, è sempre un piacere. E ne Il Giorno del Sacrificio è stata una vera fortuna che ci fosse lui a portarmi per mano in giro per la città, perché mi sarei persa senza alcun problema.

No, non per le mie pessime doti nell’orientamento ma perché questo romanzo è ricco di indicazioni, posti e luoghi che non conosco.

In questo romanzo si corre. È la condizione base per poter immedesimarsi nel personaggio e Marchi corre, altroché se corre. Corre il primo giorno in cui la storia inizia, con un attentato all’università che provocherà 12 morti. Corre quando una bomba devasta una zona della periferia. Corre quando finalmente capisce tutto di quella storia.

Corre per Donata, corre per il Nuovo, corre per se stesso. Il Giorno del Sacrificio è un romanzo che tratta un tema delicato, il terrorismo. Dall’11 settembre del 2001 il nostro modo di vivere è cambiato e non dormiamo sonni tranquilli perché abbiamo paura.

Ed è così anche a Firenze quella mattina, dove un ragazzo decide di sparare a dodici persone per poi togliersi la vita. Poche ore dopo a morire sarà un uomo francese e dopo solo qualche giorno una grandissima esplosione falcerà altre cinque persone.

Ma la storia di Paoli si intreccia anche con un’altra storia, che ora come ora è ancora più attuale. La guerra. Guerra in cui le donne venivano stuprate e poi uccise. Se invece per disgrazia si fossero salvate avrebbero dovuto fare i conti con tutti quei figli nati dalla violenza.

Come anticipavo, è un romanzo duro. Un romanzo che va letto con calma, cogliendo tutte le sfumature e le implicazioni che quell’attentato porta con sé.

Conclusione

I libri di Gigi Paoli mi sono piaciuti fin dall’inizio. Carlo Alberto Marchi è un personaggio che adoro, un giornalista con una morale, non il solito avvoltoio che venderebbe la madre per un pezzo.

Anche in questo romanzo è stato spettacolare, non ha sbagliato una sola mossa e il suo personaggio cresce e matura ad ogni libro. Così come Donata, che non è più una bimba piccola ma si sta trasformando in una giovane donna che è cresciuta senza una madre ma che è riconoscente verso l’unico genitore che ha.

Ho adorato i personaggi di Sunday e di Settesanti. Il loro modo di interagire con Marchi ma anche di affrontare la situazione mi è piaciuto e attraverso le loro parole anche chi non è un poliziotto o un carabiniere ha potuto capire cosa stesse succedendo in città.

So che è uscito da pochissimi giorni il quinto romanzo con protagonista Carlo Alberto Marchi ma ho bisogno di riprendermi un attimo dall’ansia de Il Giorno del Sacrificio.

⭐⭐⭐⭐

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