Tu leggi? Io scelgo! #19

Buongiorno lettori, oggi torna la rubrica Tu leggi? Io scelgo! Per il mese di Settembre siamo tornati alla nostra solita rubrica ma abbiamo acquisito una nuovissima e spumeggiante protagonista e il caso ha voluto che fossi proprio io la prima a leggere dal suo blog.

Diamo quindi il benvenuto a La lettrice al contrario e alla mia prima scelta dal suo blog, I fiori non hanno paura del temporale.

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i fiori non hanno paura del temporaleI fiori non hanno paura del temporale

Bologna 1997. La stanza è in penombra e i libri e le musicassette sono sparsi dappertutto. Distesa sul letto, la camicia a quadri e i Nirvana sparati nelle orecchie dal walkman, Corinna muove i piedi a tempo e non stacca il naso dalla pagina.

Ha sedici anni, i capelli rossi come fili di rame e un viso ricoperto di lentiggini su cui spiccano due occhi d'acciaio. È la figlia del primo grande amore di sua madre che se ne è andato poco prima del parto. Serena, detta Poochie, ha sette anni, i capelli scuri stretti in due codini fermati da elastici a forma di arcobaleno ed è la sua sorellastra.

Il suo desiderio più grande è farsi considerare da quella sorella maggiore così misteriosa, sempre rintanata dietro le pagine di un libro e con le cuffie calcate sulla testa. Vivono in una grande e caotica tribù allargata in cui vige il matriarcato e dove per ogni decisione ci si rivolge al consesso delle antenate riunite nella cappella di famiglia al cimitero.

Una famiglia fatta di donne dal sangue cocciuto e in cui nessuna tristezza può resistere di fronte al sapore magico di un tiramisù al pistacchio. Eppure l'equilibrio familiare comincia a vacillare quando Corinna riceve una strana scatola da scarpe chiusa malamente con del nastro adesivo.

Dentro ci sono degli oggetti apparentemente scollegati tra loro, ma che sono l'ultimo regalo del suo vero padre, scomparso improvvisamente in un incidente. Corinna non ha dubbi: quegli oggetti hanno un significato e lei deve scoprirlo. Decide così di partire, insieme a Serena, per una caccia al tesoro per le vie di Bologna.

La scatola in borsa e un sogno tra i capelli ribelli: trovare il segreto delle sue radici e, inevitabilmente, la propria strada nel mondo.

Recensione

Trovare un libro in grado di farti vibrare le corde nell’anima non è facile e I fiori non hanno paura del temporale aveva tutte le carte in regola per farlo, ma ahimè così non è stato.

Serena è colei che ci racconta la storia della sua acciaccata famiglia, dopo aver trovato sul ciglio della strada una vecchia macchina da scrivere. Il racconto parla soprattutto della sorella Corinna che non vede da anni, da quando a 18 anni ha deciso di lasciare la sua casa per seguire le orme del padre biologico.

Già solo per questo desideravo di leggere questa storia da tempo. La lettura però non è così coinvolgente come speravo. I capitoli si susseguono tra presente e passato ma senza una vera e propria continuità. Se i capitoli del passato mi son sembrati troppo ricchi di dettagli, quelli del presente ne sono completamente privi.

I fiori non hanno paura del temporale doveva essere un romanzo in cui avrei trovato dolore per la perdita di tante persone, avrei voluto che ci fosse quel dolore sordo dovuto alla morte. Ma non l’ho trovato. Quello che ho trovato è stato un insieme di parole che alla fine compongono un testo ma che non mi hanno lasciato niente.

Un aspetto che proprio non ho potuto soffrire è stata la poca caratterizzazione di Bruna, colei da cui tutto ha avuto inizio. Non è la sua storia, è quella della figlia Corinna prima e di Serena poi, ma darci un’idea del suo stato d’animo o dei suoi pensieri? Farci capire il motivo delle sue decisioni?

Ho trovato la cover interessante e si sa che io compro spinta da una bella cover prima ancora di leggere la trama in quarta di copertina ma questa volta con I fiori non hanno paura del temporale ho preso una grande cantonata.