[Recensione] Le solite sospette

by R.
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Le solite sospette

Le solite sospette

Quando Susan – a causa dei vizi nascosti del marito – si ritrova vedova e con la casa pignorata, insieme ad alcune amiche decide di compiere una rapina.

Contro ogni probabilità, il colpo va a buon fine, e alle «cattive ragazze» non resta che raggiungere la Costa Azzurra, riciclare il denaro e sparire.

Nulla che possa spaventarle, dopo tutto hanno piú di un motivo per riuscire nella loro impresa: andare in crociera e fuggire il brodino dell’ospizio.

Recensione

Eccoci qua, dopo un tempo infinito, con una nuova recensione. Probabilmente non sarei tornata a scrivere se non fosse per la rubrica che ho ideato qualche anno fa: Tu leggi? Io scelgo!

Riprendere a scrivere però per me è come un balsamo, quindi eccoci qua. Ammetto che questo libro, che avevo comprato da tempo, non ha soddisfatto le mie aspettative. Dovrebbe essere un libro divertente, dove un gruppo di vecchiette decide di rapinare una banca e in qualche modo farla franca.

Eppure mi sono annoiata a tratti. Non posso dire che qualche scena non sia stata davvero esilarante ma nel complesso purtroppo non ha suscitato in me grandi emozioni.

Boscombe è sicuramente il personaggio che, per me, si merita la medaglia d’oro delle scene divertenti e a tratti al limite del pazzesco. La scena del taser mi ha fatto davvero ridere di gusto.

Le protagoniste sono un contorno insipido alla storia. Susan, la mente della rapina, quasi scompare dietro la sua amica di una vita. Jill va beh, che lo diciamo a fare? Praticamente un soprammobile. E vogliamo di parlare di Ethel? Oltre a sembrare una gran cafona e per di più davvero troppo scurrile, è stato l’anello debole fin dal principio.

È ovvio che sperassi in qualcosa di davvero divertente ma non per questo è tutto da buttare. Diciamo che, fosse stato per me, avrei tagliato alcune parti e ne avrei approfondite altre. Invece sembra essere stato tutto buttato là per caso e poi mischiato per tirarne fuori qualcosa che facesse ridere.

Conclusione

Come anticipato, Le solite sospette, non mi ha entusiasmata. Mi era stato “venduto” come un libro divertente, in cui avrei riso di gusto. Sì ecco… forse avevo aspettative troppo alte perché a parte qualche scena non ho riso molto. Forse avrei dovuto dare maggior peso alla situazione iniziale perché quella sì che fa ridere.

Immaginate un uomo trovato morto in una specie di stanza rossa di Christian Gray, ma non un uomo giovane. Un uomo di una certa età, che per continuare a farsi i suoi porci comodi, mette la moglie in una situazione tale che l’unica alternativa è rapinare una banca e per farlo deve coinvolgere altre tre persone che apparentemente non hanno niente da perdere.

Io non vedo l’ironia della cosa, non vedo niente di divertente in questa situazione. E anche dopo, continuamente in fuga perché sono ricercate, io non colgo dove dovrebbe essere l’ironia. È anche vero che questo è un mio limite. Non capisco le battute, non riconosco il sarcasmo o l’ironia a meno che non mi venga esplicitato.

Per concludere questa triste storia, sicuramente Le solite sospette è un libro godibile. Un libro che ti fa passare una settimana senza pensieri, ma ahimè non mi ha conquistata. Ci riproveremo con qualche altro libro dell’autore!

tu leggi io scelgo

⭐⭐⭐

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