29 secondi29 secondi

“Dammi un nome. Una persona. E io la farò scomparire.”

Sarah vive da anni un’insostenibile situazione che la vede vittima delle molestie del suo capo, un maschilista della peggior specie, che tratta le donne come oggetti.

Quando un giorno salva una bambina in difficoltà, non si aspetta niente in cambio. Ma il suo gesto coraggioso, fa sì che un uomo tanto potente quanto pericoloso si senta in debito con lei. L’uomo vive in modo brutale e, nel suo particolare codice, tutti i debiti devono essere saldati.

Sarah potrebbe avere così una via d’uscita, un modo per liberarsi in un attimo di tutti i suoi problemi e avere finalmente la vita che merita. Ci sono solo tre condizioni: ha 72 ore per fornire un nome. Se rifiuta, l’offerta svanisce. E se accetta, non può più tirarsi indietro.

È un patto irripetibile, un’offerta di quelle che capitano una volta sola. Nessuna conseguenza, nessun rischio di essere collegati, nessuna possibilità di essere scoperti. Non deve fare altro che una telefonata. Da 29 secondi.

Perché, in fondo, ciascuno di noi ha un nome da dare. Non è così?

Il nuovo thriller psicologico di un autore straordinario che mette in scena la claustrofobica realtà a cui possono essere costrette diverse donne.

Recensione

Quanto può cambiare una vita in soli 29 secondi? Sembra un tempo ridicolo lo so ma a pensarci bene possono diventare un’infinità di tempo.

Sarah è in una condizione lavorativa precaria, dovuta anche alle molestie continue da parte del suo capo. Come se non bastasse il marito è scappato con un’altra donna e lei si trova a dover gestire anche due bambini piccoli da sola.

La sua vita cambia quando salva una ragazzina da un rapimento e il padre, un uomo potente quanto pericoloso, si offre di saldare il suo debito chiedendo a Sarah un nome. Un nome e lui lo farà sparire per sempre. Un nome e lei potrà vivere una vita che sogna da tempo.

Ammetto di aver fatto decantare 29 secondi per quasi otto mesi dopo averlo acquistato. Sono pessima, lo so ma è sempre stato il momento di altri libri fino ad ora. Mi ero decisa a smaltire le letture cartacee con la Twenty Books Challenge e 29 secondi è stato uno degli ultimissimi acquisti del Salone del Libro.

Sarah non mi ha fatto impazzire come personaggio. Per essere la protagonista non mi è sembrato fosse così tanto prorompente nelle pagine. Sicuramente non ha una vita facile, con due bambini e un marito assente e con un maniaco come capo. Ho sicuramente provato pena per lei, mi sono immedesimata e avrei ponderato le mie azioni per capire come uscirne.

Alan, il capo di Sarah, è sicuramente il personaggio più odioso. Tutti ci aspettiamo che quei 29 secondi siano dedicati a lui perché se lo merita. Merita di sparire dalla faccia della Terra o almeno di pagare per tutte le molestie che riserva a Sarah e non solo.

Volkov è invece il personaggio meno approfondito che invece mi ha incuriosita di più. Chi è? Cosa fa? Che fine fa dopo l’incontro con Sarah? Lo rivedremo? Insomma, avrei gradito che fosse maggiormente partecipe alla storia al di là di quel breve incontro con la protagonista.

29 secondi non è un brutto libro ma secondo me nella prima parte si dilunga troppo per poi accelerare troppo dopo la seconda metà del romanzo. Se nel primo 60% del romanzo non succede quasi nulla, nel restante 40% succede tutto troppo in fretta. Quasi non mi sono resa conto dei tentativi di Sarah da uscire dalla situazione in cui si trova.

Il finale però è davvero inaspettato. Ad un certo punto ero sicura di aver capito come sarebbe andata, ero convinta che Sarah avrebbe perso la sua battaglia (speravo proseguisse in un secondo romanzo) ma sul più bello le carte in tavola cambiano e tu non capisci più niente, anzi cerchi di capire come sia stato possibile un finale del genere!

Ho impiegato anche io circa 29 secondi a riepilogare gli ultimi capitoli e ancora non ne vengo a capo! Fatto sta che è una chiusura magistrale e, come detto, del tutto inaspettata!