Tu leggi? Io scelgo! #18

Buongiorno lettori, oggi torna la rubrica Tu leggi? Io scelgo! Per il mese di Agosto abbiamo voluto organizzare la rubrica in modo meno rigida. Ognuna di noi partecipanti a scelto dalla blogger che preferiva e io ho scelto dal blog La biblioteca dei desideri un libro che volevo leggere da tanto, tantissimo tempo. Le case degli altri di Jodi Picoult è stata la mia scelta.

Tu leggi? Io scelgo! #18


Le case degli altriLe case degli altri

Jacob Hunt è un adolescente autistico. Non sa interpretare i comportamenti e i gesti degli altri e gli altri non capiscono i suoi. Come molti ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger, Jacob ha degli interessi spiccati, anzi ossessivi: la sua passione sono i casi giudiziari e più di una volta si è presentato sulla scena di un crimine per offrire il suo aiuto – spesso risolutivo – alla polizia.

Il fratello minore Theo, invece, è un tipo del tutto diverso, cioè... normale. Fin da piccolo però ha dovuto confrontarsi con le stranezze di Jacob e anche lui ha finito per sviluppare una personale ossessione: spiare le case degli altri, quelle delle famiglie diverse dalla sua, cioè delle famiglie normali, che a lui sembrano più felici.

La sua gli sembra una famiglia con una vita troppo complicata, che diventa addirittura impossibile quando accade un fatto terribile: l’insegnante di sostegno di Jacob viene ritrovata uccisa, sul corpo segni di violenza.

Molti indizi sembrano condurre a Jacob, che finisce in tribunale, dove, inevitabilmente, tutti i segni della sua sindrome – l’incapacità di guardare negli occhi, i suoi tic, i suoi gesti compulsivi – vengono interpretati come indizi di colpevolezza.

Ma che cosa è successo davvero quel giorno?

Recensione

Da quando ho scoperto Jodi Picoult ho sempre consigliato a chiunque di leggerla. Questa volta Le case degli altri mi è stato consigliato da chi l’aveva letto e adorato prima di me. Tuttavia a me non è piaciuto quasi per niente e questo mi ha stupita non poco perché non era ancora mai accaduto.

Jacob ha la sindrome di Asperger e una passione sconfinata per le scene del crimine, tanto da riprodurle in casa e rendere la famiglia partecipe delle indagini. È intelligente, acuto ma limitato. Come tutti gli Aspie non sa interpretare correttamente i comportamenti e i gesti degli altri, è di una sincerità disarmante e ama la routine.

Tutto questo viene meno quando Jess, l’insegnante di sostegno di Jacob scompare e poi viene trovata morta. Le case degli altri del titolo, invece, dovrebbe far riferimento alla vita del fratello Theo. Ma la sua storia viene relegata in un angolo e tirata fuori solo nei momenti opportuni.

Tra tutti i personaggi ho apprezzato solo Oliver, l’avvocato. Non ho sopportato Jacob né tantomeno Emma che opprime il figlio come se l’autismo giustificasse tutto, compreso un omicidio.

Jacob è limitato dalla sua routine e dalla sua condizione da Aspi, dal cibo diviso per colori all’alzarsi sempre allo stesso orario o al farsi la doccia per primo. Ma se Jacob può essere giustificato per questo, Emma non lo è.

Madre single, abbandonata dal marito dopo la diagnosi del figlio, ha dedicato la sua vita a Jacob. Non ho in ogni caso tollerato alcuni suoi comportamenti come il vestirsi di giallo in tribunale quando le era stato espressamente chiesto di vestirsi di grigio.

Non ho nemmeno tollerato il fatto che a volte ha fatto passare Jacob per stupido, chiedendo più volte se avesse capito una frase o direttamente proponendogliela come piaceva a lei.

Di Theo c’è poco da dire. Le sue visite nelle case degli altri si riduce a un paio di episodi, l’ultimo proprio in casa di Jess e poi non se ne parla più.

Rispetto a tutti i romanzi precedenti Le case degli altri è quello che mi è piaciuto meno. Lo stile è sempre perfetto ma questa volta la storia non mi è sembrata niente di eccezionale, molto al di sotto di altri suoi romanzi.