CrashCrash

Quando Jed Allen si sveglia, si trova a New York, seduto a una scrivania, e non ha idea di chi sia. Ogni dettaglio intorno a lui sembra mostrare che è un architetto affermato, e una foto nel suo portafoglio rivela che ha una bella ragazza di nome Cassie.

Ma quando torna a casa per chiederle aiuto, Cassie non si trova da nessuna parte. Alcune note scritte a penna gli ricordano che soffre di temporanee amnesie a causa di un incidente d'auto avvenuto nove mesi prima e tutti gli dicono che solitamente la memoria gli ritorna in poco tempo. Ma questa volta, le cose sembrano andare diversamente e Jed deve indagare sulla sua stessa vita.

Quando trova un vestito insanguinato nel bagagliaio della sua auto, un dubbio terribile lo assale. Ha commesso qualcosa di irreparabile? Mentre in città dilaga la notizia di un serial killer che rapisce donne a Central Park, Jed deve affrontare la possibilità che i suoi ricordi perduti possano contenere i segreti più oscuri che si possano immaginare.

Recensione

E poi trovi un thriller con una bella trama e una bella cover come Crash. Inizi a leggerlo, arrivi nell’arco di una sera a metà libro e… niente.

Jed sta spiando Cassie, non si capacita del fatto che lei lo abbia respinto e vuole sapere a tutti i costi chi è l’uomo per cui l’ha lasciato. Durante la peggiore delle tormente Jed provoca un incidente di cui ne è anche vittima, procurandosi una brutta commozione che porta ad una conseguente amnesia intermittente.

Quando ritroviamo Jed si sta svegliando nel suo ufficio e non ricorda chi sia o cosa faccia nella vita. Un post it gli ricorda che soffre di questa amnesia ma che non deve preoccuparsi perché nel giro di breve gli tornerà la memoria. Il panico prende però il sopravvento e Jed scappa, letteralmente, dal suo ufficio per andare a casa. Nel portafoglio una foto di Cassie e nel navigatore un indirizzo che ha visitato spesso negli ultimi tempi.

Da qui in avanti è tutto un via vai tra quello che Jed sa e quello che crede di sapere e tutto si complica quando trova un vestito insanguinato nella sua macchina e, complice l’amnesia, lo porta alla polizia.

E ora cosa dovrei dirvi riguardo a Crash? È sicuramente un libro scorrevole ma particolarmente noioso. Noioso perché anche un bambino arriva a capire che fine abbia fatto la “scomparsa” Cassie e non uno tra l’amico e la terapista ha avuto la lungimiranza di illuminarlo in merito. No, meglio farlo girare come una trottola e farlo sembrare ancora più pazzo di quel che sembra.

Jed vive nel suo mondo dato dall'amnesia, non è in grado di prendere decisioni razionali perché conosce la sua vita solo dal giorno in cui si sveglia ed è convinto del suo delirio. Dalla sua però ha delle attenuanti. Le persone che lo conoscono e che conoscono la sua situazione non gli facilitano certo la vita!

Gary mi puzza fin dalla prima pagina. Il suo insistere con i clienti, il suo forzare la mano con Jed e il suo incasinarlo ancora di più quando le cose si fanno insostenibili… non so, ma è un personaggio che ho trovato ambiguo fin dall'inizio e che a pelle subito non mi è piaciuto.

Sarah, la terapista-fidanzata che appare circa a metà di Crash è un altro bell'elemento. Il tuo fidanzato sembra un pazzo e tu non pensare di spiegargli la situazione, sia mai! No, continua a fargli credere cose che non esistono e non farti due domande.

L’elemento thriller in Crash, ovvero la morte di decine di ragazze per mano di un pazzo, non è nulla di più che un sottofondo sporadico nelle conversazioni. Un po’ come quando parli del tempo, un riempitivo della conversazione ma niente di così rilevante.

Lo stile, come vi anticipavo, è abbastanza scorrevole anche se tutt’altro che interessante. Per quel che ne so Crash è l’unico libro dell’autore tradotto in Italia ma sarei curiosa di leggere qualcosa di più interessante. Più che un thriller mi è sembrato un mistery condito male, la storia di Jed e della sua amnesia è molto interessante e sono quasi certa che avrebbe potuto sfruttare la situazione in modo diverso.

Il finale di Crash ad un certo punto sembra quasi scontato se non per un guizzo di intraprendenza dato forse dalla disperazione. Non così sconosciuto come può sembrare ma la modalità in cui la verità viene a galla sicuramente si fa apprezzare.