I Lupi di VeneziaI Lupi di Venezia. The Wolves of Venice #1

La città ha i suoi segreti custoditi nell’ombra.
Venezia, XVI secolo.

La dura vita di bottegai, prostitute, schiavi ed ebrei del ghetto contrasta con l’abbagliante ricchezza della città lagunare, meta di mercanti provenienti da ogni parte del mondo per fare fortuna.

Ma alla prosperità, si sa, si accompagna spesso la corruzione. In un’epoca in cui l’inganno, la malizia e la perversione prosperano al pari dell’arte e della filosofia, i lupi hanno vita facile.

Sono individui spregiudicati, che si muovono famelici, fiutando le migliori opportunità per acquisire sempre più potere, coinvolgendo ignare pedine nelle loro oscure trame.

Marco Gianetti è un assistente del Tintoretto, Ira Tabat un mercante ebreo: i loro destini stanno per piegarsi al volere di individui molto in vista, come il poeta Pietro Aretino, la cortigiana Tita Boldini e la spia Adamo Baptista.

Il ruggito del leone di Venezia sembra essersi placato, ora che i lupi sono a caccia.

Recensione

Io adoro i thriller storici, di solito. I Lupi di Venezia, però, non solo ha deluso le mie aspettative come genere ma anche la storia fa acqua da tutte le parti.

La voce narrante è quella di Marco Gianetti, ricco di famiglia ma eterno apprendista del pittore Tintoretto. Dopo la malattia del padre, diventa amico intimo della famiglia Tabat e questo non passa inosservato in una città in cui l’apparenza è tutto.

Sono certa che, se avesse saputo che questa amicizia con la famiglia ebrea avrebbe suscitato l’interesse di un uomo come Pietro Aretino, ci avrebbe pensato due volte!

E mentre Marco cade sempre più di nella rete di Aretino, Venezia è sconvolta dall’omicidio di Gabriella Russo e a indagare ci sono un piccolo manipolo di persone: un negromante, una cortigiana e un pittore.

Alex Connor torna con un thriller storico ambientato a Venezia che però si rivela essere subito noioso e inconcludente. I Lupi di Venezia vengono menzionati spesso ma non viene spiegato chi dovrebbero essere o cosa dovrebbero fare.

Il personaggio di Marco, oltre a quello di Aretino, è stato il personaggio che ho apprezzato meno. Se Aretino è un viscido conclamato, Marco è un codardo e un vigliacco. Il personaggio che invece mi ha incuriosito di più è l’olandese Der Witt. Non solo perché ha a che fare con l’occulto ma anche perché più volte è stata menzionata una boccetta che porta al collo e mi ha fatto incuriosire.

Alla fine I lupi di Venezia non ha soddisfatto le mie aspettative e finire la lettura è stato davvero faticoso. Più volte l’ho messo giù decidendo di leggere altro o tornare a lavorare piuttosto di proseguire la lettura. Alex Connor ha scritto una bellissima trilogia dedicata a Caravaggio ma con I lupi di Venezia secondo me ha fatto un buco nell’acqua.