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[RECENSIONE] La città dei Santi. Trilogia della Città #3

La città dei Santi. Trilogia della Città #3La città dei Santi. Trilogia della Città #3

Agosto 1706: la battaglia di Torino è al suo atto finale. L'armata di soccorso guidata dal Principe Eugenio è sempre più vicina, costringendo gli assedianti a tentare il tutto per tutto. Nel frattempo, in città, altri pericoli si annidano nell'oscurità.

Un culto antico e sanguinario ordisce le sue trame nell'ombra, approfittando della guerra che si combatte sugli spalti, tessendo complotti e tradimenti. Il temerario Gustìn, spia del Duca di Savoia, sembra essere l'unico capace di seguire le tracce di un nemico tanto pericoloso, ma per farlo deve rinunciare alla sua incrollabile razionalità.

In gioco non c'è più solo la sicurezza del Ducato, ma anche la vita della donna che ama. Laura, la saponaia di Borgo Dora, deve lottare per sé e per la sua famiglia contro un avversario senza scrupoli. A difesa di Laura e Gustìn, a difesa dei torinesi, si schierano intrepidi alleati che emergono dal passato con furore angelico e implacabile, per riaffermare il loro potere e restituire a Torino la protezione dei Santi.

RECENSIONE

Con La città dei Santi si chiude una trilogia che ho adorato, ambientata nella mia Torino. Dei tre è stato quello che ho letto con minore difficoltà, che mi ha stregata e mi son dovuta forzare a leggere solo i capitoli che mi ero imposta di leggere.

... E ci fu una battaglia nel cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone. Il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e per loro non ci fu più posto in cielo. Il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furono gettati anche i suoi angeli.

(Apocalisse)

La città dei Santi è una lettura condivisa con Desirée, un romanzo che chiude un cerchio iniziato con La città delle streghe. Ammetto di aver iniziato a leggere la trilogia solo perché mi ero innamorata della prima cover. Poi mi sono appassionata alla storia di Gustìn e Laura e alla storia che vede protagonista indiscussa Torino e l’assedio francese.

L’aggiunta di un pizzico di esoterismo ha reso la storia ancora più bella, la guerra interna e invisibile tra Cavalcanti e seguaci del Drago mi ha coinvolta da subito e la lettura è stata fluida. Avevo riscontrato una lentezza del racconto nei precedenti che avevo paura di trovarlo noioso ma mi son dovuta ricredere a partire dalla prima riga.

Sono i nostri ricordi che tengono in vita le persone che non ci sono più e le rendono importanti.

Ho sofferto, pianto e sospirato insieme ai personaggi. Luca ha impiegato quindici anni a portare a termine questa trilogia ma ha fatto un lavoro magistrale. Il lavoro di ricerca e attenzione ai dettagli è superlativa.

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