Pioggia sporcaPioggia sporca

Vittorio è un ispettore di polizia vessato da creditori violenti e senza scrupoli; Marco è un giovane di ritorno dalla Germania, dov'era fuggito per cambiare vita dopo aver pestato i piedi ai pezzi grossi del suo quartiere; e Rolando, detto Rollo, è un perverso poliziotto dell'Antidroga che si serve del distintivo per compiere i peggiori soprusi a danno della piccola criminalità.

Le loro storie, apparentemente sconnesse, finiranno per colludere tragicamente, quando in città transita un grosso carico di droga che fa gola a tanti. La pioggia cade su tutti loro e sulla città senza nome che fa da sfondo e rappresenta tutte le periferie delle grandi e caotiche città italiane.

Recensione

Questa quarantena si sta rivelando una mano santa per le mie letture, sto smaltendo letture comprate l’anno scorso come Pioggia Sporca di Lorenzo Scano.

Comincio con il dirvi che questo non è un romanzo che consiglierei a tutti. Se avete lo stomaco forte, se la violenza non vi angoscia allora leggetelo. Se però siete lettori che preferiscono più leggerezza, lasciate perdere perché in Pioggia Sporca non c’è posto per nulla che non sia violenza e male.

Vittorio è un ispettore di polizia corrotto fin dal suo primo giorno quando ha capito che quel distintivo poteva essere un lasciapassare per affari meno puliti. Giocatore incallito, deve molti soldi a molte persone e non tutti sono ancora felici che lui spadroneggi restando impunito.

Rollo, anche lui poliziotto, è un uomo che ha fatto della violenza l’unica condotta che regola la sua vita. Passato difficile in un quartiere dove hai solo due possibilità: vivere o morire e in entrambi i casi lo devi fare sottostando alle regole di chi governa sul quartiere.

Marco, scappato in Germania per sfuggire a chi voleva fargli la pelle, torna dopo cinque anni di assenza e latitanza. In quei cinque anni alle case-parcheggio non è cambiato niente, stesso grigiore e stessi personaggi loschi sullo sfondo.

Vittorio e Rollo, forti della loro posizione, non si fanno scrupoli a minacciare, picchiare, uccidere e stuprare chiunque si mette sul loro cammino. Il loro distintivo li protegge dalla maggior parte delle rappresaglie ma non da tutte. Il destino dei tre personaggi sembra, ad un primo sguardo, scollegato ma alla fine si scoprirà che invece saranno tutti collegati dallo stesso carico di droga seppur per motivi diversi.

Chi lo vuole per poter cambiare vita, fuggire da una città che non ha niente da offrirgli. Chi invece vuole usare il carico per sparire per sempre, facendosi beffe dei creditori e chi invece vuole usarlo per diventare il nuovo padrone della città. Un destino comune che si preannuncia essere una catastrofe perché, come dicevo, questo romanzo non ha spazio per lieti fine ma solo per violenza che genera altra violenza.

C’è un quarto silenzioso personaggio in Pioggia Sporca. Ed è proprio la pioggia, che scende imperterrita su tutti loro. Comprendo a volte le grida e a volte i pensieri. Ho sempre immagino la pioggia come qualcosa che lavasse via, mondasse i peccati. Come qualcosa che prima o poi sarebbe finita e in qualche modo si sarebbe potuto ricominciare a far cose. Ecco, in Pioggia Sporca la pioggia invece è foriera di cattivi presagi, di oscurità e niente indica che prima o poi potrebbe tornare il sole.

Tutto sommato, se piace il genere, Pioggia Sporca è scritto molto bene ad eccezione di alcuni errori probabilmente sfuggiti in fase di editing. È un romanzo dalle tinte forti, a volte sono state troppe anche per me ma io ammetto di esserne rimasta affascinata in una certa misura.