Il mondo di BelleIl mondo di Belle

Un’enorme dimora, rivestita di assicelle bianche e avvolta da glicini in fiore: così la casa del capitano James Pyke appare allo sguardo infantile di Lavinia McCarten, la mattina d’aprile del 1791 in cui la piccola irlandese mette per la prima volta piede in Virginia.

Pyke, un uomo dalla corporatura imponente, i capelli grigi legati dietro la nuca e rughe profonde che gli solcano il viso segnato dal sole, ha raccolto la bambina dalla sua nave, appena approdata in America dopo la lunga traversata oceanica, e l’ha portata con sé per destinarla alle cucine della sua piantagione.

Un modo come un altro per passare all’incasso del debito per la traversata, che i genitori di Lavinia, morti durante la navigazione, non hanno avuto la buona sorte di saldare.

Stremata e debilitata, la bambina viene accolta nelle cucine della piantagione dalla famiglia di schiavi neri che vi lavorano: una piccola, operosa comunità composta da Mamma Mae, una donna dalla stazza possente che, con una pipa perennemente tra i denti, le concede subito la benedizione del suo sorriso; Papà George, un gigantesco orso bruno; Dory, Fanny e Beattie, le figlie; Ben, il figlio maschio, più grosso ancora del padre e dalla risata irresistibile e cristallina.

Un mondo guidato da una responsabile delle cucine dai grandi occhi verdi e dai capelli neri e lucidi: Belle, un’attraente ragazza di diciotto anni. Frutto di un capriccio clandestino del capitano con una delle sue schiave nere, Belle è stata allontanata dalla casa padronale, finendo nelle cucine, il giorno in cui il capitano si è presentato nella piantagione con Martha, una moglie più giovane di lui di venti anni.

Adottata dalla famiglia di Mamma Mae e maternamente accudita da Belle, Lavinia cresce come una servetta bianca ignara dell’abisso che separa la casa padronale dall’universo delle cucine. Finché è una bambina, Belle le cela opportunamente le verità del suo mondo: l’ambiguo rapporto che la lega al capitano padre-padrone, la dipendenza di Martha dal laudano, le punizioni inferte da Rankin, il sorvegliante violento e razzista, l’odio che il fratellastro Marshall nutre per lei.

Le tace opportunamente che in Virginia chiunque abbia la pelle nera può essere picchiato, violentato, venduto e torturato nello stesso tempo.

Non può fare nulla, tuttavia, quando Lavinia, cresciuta, si allontana dal suo mondo per ricongiungersi al mondo dei bianchi cui appartiene e per fare poi ritorno nella grande casa in compagnia di Marshall, il nuovo padrone divenuto nel frattempo un giovane bello e affascinante. Allora i vecchi legami sembrano distrutti, e le verità a lungo nascoste messe pericolosamente a nudo.

Magnifica storia di segreti e inganni, di amore e tradimento, di violenza e riscatto, Il mondo di Belle è un romanzo che colpisce al cuore come pochi.

Recensione

Un pugno nello stomaco, ecco cosa è Il mondo di Belle. Sono affascinata, mio malgrado, dalle storie sugli schiavi così come quelle ambientate durante il secondo conflitto mondiale. Quando leggo questi libri cerco sempre di capire perché, perché l’Uomo si sia abbassato a schiavizzare altri Uomini o ad ucciderli in nome di una qualunque bandiera.

Il mondo di Belle è doloroso. Tra una violenza e un sopruso la giovane Belle sopravvive nella casa di suo padre, al pari di una schiava come tutti gli altri. Far sapere a tutti che Belle è frutto dell’amore tra il capitano e una schiava che ha amato e che la stessa Belle era benvoluta dalla nonna paterna è fonte di indignazione.

Il romanzo è raccontato dalla voce di Belle e dalla voce di Lavinia, una bambina bianca arrivata insieme al padrone di casa e presa a lavorare anche lei come schiava. Lavinia cresce e viene portata a Williambsurg per imparare a comportarsi come una bambina bianca, pronta per prendere in mano le redini della fattoria del capitano.

Come ho detto Il mondo di Belle è un romanzo dalla tinte forti, pieno di sofferenza. Sofferenza per le tante morti ma più di tutto per Belle e Lavinia, che si trovano a vivere una vita da schiave anche quando diventano donne libere.

Più di tutti mi ha fatto rabbia Marshall, l’unico figlio sopravvissuto del capitano e di Miss Martha. In lui troviamo solo cattiveria gratuita e arroganza, ho sognato la sua fine fin dal primo istante.

Ho invece adorato i personaggi di Belle e Will, mentre Lavinia l’ho sopportata a tratti. Anche da adulta si comporta come una bambina, è di un’ingenuità disarmante a volte ma l’ho adorata per come si è battuta per la sua famiglia.

Tutti i personaggi secondari, facenti parte della schiavitù, sono meravigliosi. Da Mamma e Papà che accolgono Lavinia come se fosse loro figlia a Ben che la tratta come un uccellino indifeso. Mi è dispiaciuto tantissimo per Miss Martha, ha fatto davvero una vita terribile!

Nel complesso Il mondo di Belle è un romanzo che ho adorato, le ultime dieci pagine sono state un tormento. Ho sofferto fisicamente con tutti loro, non vedevo l’ora finisse nel migliore dei modi. Ci speravo, più che altro!

Un libro che sono felice di aver letto, non proprio recente perché è del 2015, ma che non conoscevo assolutamente e sono grata a Chicca di avermi dato la possibilità di leggerlo!