Il morso della vipera. Anita #1Il morso della vipera. Anita #1

Il suono metallico dei tasti risuona stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita dattilografa le storie della rivista Saturnalia: detective dai lunghi cappotti che tra una sparatoria e l'altra hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo.

Eppure le pagine di Hammett e Chandler che il suo affascinante editore Sebastiano Satta Ascona traduce, le fanno scoprire il potere delle parole. Un potere che va ben oltre la carta. Anita ne rimane affascinata. Proprio lei che non ha mai letto nulla.

Ma se Anita si trova ora a lavorare per una rivista di racconti gialli la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare.

E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che poi alla fine così tanto male non sono. Anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo quando un'anziana donna viene arrestata e tacciata da tutti come pazza perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l'unica a crederle. Eppure quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà.

Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l'intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scovare il bandolo della matassa. Perché una donna può tenere in mano un filo non solo per cucire e rammendare, ma per far sentire la sua voce.

Recensione

A fronte di tutte le recensioni super positive per Il morso della vipera arrivo io a portare equilibrio nella statistica.

Per chi non mi conoscesse, io non sono nessuno. Sono solo quella che, ogni tanto, ricorda ad Alice quello che ha in comune con Vani Sarca che poi è il personaggio che l’ha resa celebre dalle blogger e non solo. Per chi se lo chiedesse invece, io non devo niente all’autrice se non un’immensa gratitudine per avermi regalato una serie, quella di Vani appunto, con dei personaggi indimenticabili.

Detto questo, aspettavo Il morso della vipera da Maggio del 2019. Durante il nostro ultimo incontro al Salone del Libro Alice aveva accennato ad una nuova storia (che non era questa) e io non vedevo l’ora di leggerla perché qualsiasi cosa esca da quella pena è degna di essere letta.

Il confronto però con Vani è d’obbligo e sapevo che non sarebbe stato semplice ricreare un personaggio così memorabile come la ghostwriter più famosa del panorama italiano. Così quando è uscito Il morso della vipera sono stata doppiamente, anzi triplamente (me lo sono inventato) contenta.

Motivo 1: cover fantastica. Belli i colori, il font e il titolo. Già pregustavo un “arancione” da divorare in poche ore.

Motivo 2: formato brossura/flessibile. Io adoro il formato flessibile, si rovina meno ma dà quella sensazione di vissuto che i rigidi non danno.

Motivo 3: preordinato in cartaceo ma, come per Vani, l’acquisto digitale è d’obbligo. Quindi ho letto un po’ sul cartaceo e un po’ sul kindle.

Inizio così la lettura ma subito capisco che Anita non sarà mai Vani, nemmeno tra un milione di anni. Apprezzo il periodo storico e la storia generale ma Il morso della vipera proprio non mi conquista. Non entro in sintonia con nessuno se non con Clara, la migliore amica di Anita.

Ci sono stati tanti elementi a farmi storcere il naso ma capisco che sia più gusto personale che incapacità dell’autrice di trasmettere. In primis il fatto che Anita rimarca spesso che il fatto di essere bella dovrebbe metterla al sicuro da tutto, come se bastasse essere bella per avere tutto. Si ravvede ad un certo punto, ma che fatica!

Mi è stato detto che Milano è pieno di vie tradotte dall’inglese all’italiano. Eppure sta cosa che Anita debba sempre tradurre le parole inglese con una parola italiana mi manda ai matti. Ok, dopo la ventesima parola abbiamo capito.

Un’altra cosa che mi ha dato sui nervi, al di là della protagonista, è stato quel rimandare costantemente a cose e persone che Anita non conosce o non può conoscere come ad esempio Thor. Non ne ho capito l’utilità.

Infine è proprio la storia che fatica a prendere piede. Fino al 70% non succede quasi niente che riconduca al titolo e poi invece in una manciata di pagine succede il finimondo. Anita, che nelle prime pagine sembra non avere un briciolo di cervello, si svela essere un’ottima attrice, scrittrice, investigatrice.

Il morso della vipera è solo il primo romanzo di una serie composta da cinque libri. Ho tutto il tempo di recuperare e cambiare la mia opinione sulla protagonista ma spero davvero che nei prossimi libri si entri nella storia più facilmente perché lo stile di Alice è grandioso, non c’è dubbio, ma con questa nuova serie non è riuscita a convincermi del tutto.