La decima musa. Muses #2La decima musa. Muses #2

Alice De Angelis ha percorso fino in fondo la strada pericolosa che l’ha portata a conoscere il suo passato. Ha scoperto l’origine del suo dono e il potere devastante delle nove Muse.

Quella strada però l’ha fatta precipitare in un baratro: la sua vita è appesa a un filo sottile su cui scorrono misteriose immagini di un presente che lei non può più vedere.

Immobilizzata in un letto, legge negli occhi delle altre Muse violenza, passione, potere. Tutto va verso lo scontro finale.

Se Alice vuole sopravvivere non può fare altro che tornare ad affrontare il passato, combattere oltre se stessa e scoprire il segreto della Decima Musa.

Recensione

Sono passati anni da quando ho letto Muses e un giorno per caso ho visto su Amazon La decima musa. Non ho perso tempo e l’ho preso al volo. Questo succedeva ad Agosto 2019.

Dopo mesi in cui desideravo leggerlo finalmente mi sono decisa e… che delusione! Dov’è la mia Alice, quella che è scappata da un padre violento e sopravvissuta al carcere minorile? Dov’è la Alice Musa della Musica, a cui hanno sparato nel capitolo precedente?

Ok, non ricordo proprio bene tutto del primo romanzo… ma mi ricordo benissimo la sensazione provata nel leggerlo. Niente a che vedere con La decima musa che purtroppo non ha soddisfatto le mie aspettative.

Alice è in coma da sei mesi e il suo risveglio ha qualcosa di oscuro e miracoloso. Ian l’ha risvegliata grazie al canto della piccola Sophie ma la tiene prigioniera nel palazzo dei Pragmatici a Londra. Il ruolo di Alice è quello di risvegliare Apollo e distruggere una volta per sempre la maledizione sulle muse.

Ed ecco qua l’inghippo. Per la maggior parte del tempo Alice è tenuta prigioniera, senza poteri da Musa della Musica ma al contempo con tutti i poteri delle altre muse. Peccato che non sappia ancora usarli o che si rivelino solo quando vogliono loro.

Ci vuole un po’ a capire chi sia diventata. La decima musa sì, ma anche l’unica che ha potere sulla vita e sulla morte. Purtroppo però non basta a rendere il libro interessante come il primo, anzi.

La metrica della storia l’ho trovata snervante. Periodi brevissimi, salti di pali in frasca senza sapere chi sta vedendo cosa (se Alice con il suo nuovo potere o la musa stessa) e un finale un po’ troppo semplicistico.

La nemesi che viene annientata solo con un gesto d’amore e poi scompare, come se non fosse mai esistita. Manca qualcosa a questo finale, qualcosa che davvero metta il punto. A meno che il punto non si trovi nel racconto che ho trovato in Super.

Peccato, speravo davvero di ritrovare quel sentimento nato con Muses.