L’uomo nell’ombraL’uomo nell’ombra. Fawkes and Baxter #2

Mi chiamo Emily Baxter e quello che mi aspetta è un compito impossibile, un enigma che sfida qualsiasi comprensione. Sono una detective di New Scotland Yard, sono fatta per questo lavoro. O così ho sempre creduto.

Ma fermare questi omicidi sembra qualcosa al di là delle mie forze, e perfino di quelle dell’FBI e della CIA. Tutto per un semplice fatto: non muoiono solo le vittime, muoiono ogni volta anche gli assassini. Sempre in coppia, omicidio e suicidio. Qui a Londra, ma anche oltre oceano, a New York.

C’è soltanto un aspetto che può aiutarmi a trovare chi tira i fili nell’ombra. Ma è anche ciò che più mi terrorizza. Perché, per quanto possano sembrare distanti, questi omicidi hanno una cosa in comune.

Quella cosa ha un nome: il mio.

Quella cosa sono io.

Un thriller vorticoso che sfida il lettore dalla prima all’ultima, sorprendente pagina. Una scrittura incalzante, pittorica e di travolgente espressività. E, soprattutto, una protagonista eccezionale: piena di lati oscuri ma intrisa di grande umanità, dura e spigolosa eppure fragile allo stesso tempo, la detective Emily Baxter non ha paura di dire sempre quello che pensa, a qualsiasi costo. Perché Baxter non teme nulla, tranne se stessa e le proprie ombre.

Recensione

Se in Ragdoll ci trovavamo in una Londra spaventata da un orribile omicidio, con L’uomo nell’ombra dobbiamo aspettarci di volare da Londra a New York e viceversa.

Sono passati quasi diciotto mesi dall’arresto dell’uomo che aveva tenuto in scacco Londra con l’omicidio di sei persone unite in un orribile bambola di corpi morti. Baxter si è ritrovata ad essere promossa dopo la fuga di Wolf, di cui nessuno ha notizia da quel giorno.

Edmunds è tornato al reparto Frodi e Baxter si sente più sola che mai, senza un vero amico a farle da spalla. Finché non piombano nel suo ufficio due agenti: FBI e CIA la vogliono per risolvere un omicidio a New York che ha tutta l’ombra di essere un’emulazione della Ragdoll. O meglio, ne è collegata. La vittima infatti si chiama William Fawkes.

Non vi dico altro della trama perché è complessa e arzigogolata e rischierei di fare spoiler senza volere. Vi basti sapere che i fatti che si svolgono a New York sono strettamente legati a quelli che succederanno a Londra.

L’uomo nell’ombra si conferma essere un buon thriller, nato dalla penna di Daniel Cole, che aspetta solo un terzo capitolo che mantenga lo stesso standard adrenalitico e macabro.

Come vi dicevo abbiamo due ambientazioni: Londra e New York. In entrambi i casi sembra collegarli solo Baxter ma è leggendo che invece si capisce molto di più di quello che c’è dietro. Baxter è un capro espiatorio per New York che non la vuole tra i piedi ma vuole sfruttarla lasciarla nell’ombra, mentre a Londra è una rogna sia per il suo capo sia per i suoi sottoposti.

Ma Baxter è dannatamente brava e con l’aiuto di Edmunds, che lavora ancora per il reparto Frodi, riuscirà a collegare gli omicidi e a trovare il colpevole.

Nuovi personaggi si sono aggiunti ai vecchi: Rouche, Curtis e Thomas. Ci sarebbe da dirne anche su molti altri ma mi focalizzo su questi tre per non dilungarmi troppo.

Thomas è il fidanzato di Baxter. Pazienza infinita, avvocato, innamorato pazzo della donna tanto da sopportare anche le sue intrusioni nei suoi conti personali. Quando Edmunds si metterà nei guai a causa di un collega invidioso, sarà proprio Thomas a tirarlo fuori dai guai e io me ne sono innamorata un po’.

Curtis, figlia di un potente senatore di New York, ha fatto carriera più per il suo nome che per i suoi meriti ma nessuno si è mai permesso di dirlo ad alta voce. Pur di non deludere il padre è convinta di fare la cosa giusta quando gli viene ordinato di nascondere informazioni importanti a Baxter.

E infine, Rouche, quello che mi ha sicuramente rapita il cuore in questo romanzo. Rouche ha qualcosa da nascondere e lo si nota fin da subito. È molto particolare, eccentrico se vogliamo. In alcuni passaggi ero convinta fosse lui L’uomo nell’ombra ma subito dopo succedeva qualcosa che smentiva la mia tesi. Scoprire la sua storia è stato il momento più duro, soprattutto perché sono andata a cercare una data specifica per farmi un’idea più precisa di cosa stavamo parlando.

Baxter, ovviamente, resta il mio personaggio preferito. Il suo carattere sembra essere addirittura peggiorato negli ultimi mesi ma nonostante questo io non cambierei niente di lei. È testarda come un mulo ma fragile come una farfalla, beve come una spugna ma mangia come un uccellino. È la madre di tutte le contraddizioni ma è dannatamente brava in quello che fa.

Mi ha un po’ spiazzata sul finale perché tante domande non hanno trovato risposta. Ritroveremo Rouche nell’ultimo capitolo della trilogia? E Wolf? Edmunds tornerà a far parte della squadra Omicidi o prenderà la sua strada in modo diverso?

Tanti interrogativi chiudono L’uomo nell’ombra. Ci lasciano con il fiato sospeso e a noi tocca solo aspettare che l’ultimo capitolo arrivi in Italia al più presto.