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[RECENSIONE] Sette giorni perfetti

Sette giorni perfetti

Si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell’autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. A quasi quarant’anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre. Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall’aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare.
Ma quella telefonata non arriva.

E non arriva nemmeno il giorno dopo, né gli altri a seguire. Incredula, gli occhi fissi sullo schermo del cellulare che non suona, Sarah si chiede se lui l’abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave. Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l’improvvisa sparizione. Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre di aver avuto sempre ragione. C’è un motivo se Eddie non l’ha più chiamata. Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L’unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme…

Il romanzo d’esordio di Rosie Walsh non è solo una storia d’amore che sorprenderà tutti quelli che sanno cosa significa aspettare una chiamata che non arriva, ma è molto di più. Scava nel profondo dei nostri sentimenti e delle nostre paure: la paura di non essere amati, la paura di essere rifiutati, la paura di affrontare il passato. E lo fa dosando sapientemente suspense e passione, emozioni e dramma, lasciando il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

RECENSIONE

Ho terminato già da qualche giorno Sette giorni perfetti e, al contrario delle recensioni lette, a me è piaciuto abbastanza. La storia di Sarah e Eddie è tutto fuorché ordinaria, una storia durata soli sette giorni ma che ha radici lontane, scure e profonde.

Il fatto che non sia la classica storia d’amore poi me lo ha fatto apprezzare ancora di più. Certo Sarah si comporta da psicopatica ad un certo punto e ad un certo punto il lettore spera che si vada a schiantare da qualche parte e ci liberi della sua presenza e invece no. Lei resta, lotta e alla fine viene a capo del mistero. Perché Eddie, dopo quei sette giorni perfetti, non ha più chiamato?

Come tutti i bei libri che si rispettino, l’autrice ha lasciato per la seconda metà del romanzo tutto il bello. Accennavo qualche riga fa che la storia dei protagonisti ha radici lontane e che quei sette giorni di idillio si può dire che sono un secondo inizio per entrambi.

Sarah, divorziata ma con una fantastica carriera alle spalle e Eddie, un falegname di talento, in realtà non sono chi vogliono far finta di essere. Sono cresciuti nelle stesse zone ma niente sembra far intendere che loro si conoscano o si siano mai incrociati in passato: tranne quel 2 giugno in particolare. Eppure qualcosa di invisibile li lega l’uno all’altra in un modo così viscerale che a tratti mi sentivo male con Sarah facendo congetture su chi potesse o cosa potesse essere successo a Eddie David.

Un romanzo dalle leggerissime tinte rosa, come piacciono a me. Quelli dove la storia d’amore è importante sì ma non è il fulcro dell’intero romanzo. Sette giorni perfetti ha alcuni difetti, la lunghezza per esempio. Molte pagine mi son sembrate semplici ripetizioni di pagine già lette mentre per altre, l’autrice mi ha decisamente tratta in inganno. Ecco, forse su queste avrei spinto un po’ di più.

Finale scontato ad un certo punto ma che non mi ha fatto pentire della lettura. Forse l’unico finale possibile per una storia così intensa.

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