Tipi non comuniTipi non comuni

Tom Hanks ha cominciato a scrivere questa raccolta di racconti nel 2015.

«Nel frattempo ho girato film a New York, Berlino, Budapest e Atlanta e ho sempre scritto mentre lavoravo. Ho scritto in albergo durante i tour di lancio dei film. Ho scritto in vacanza. Ho scritto sugli aerei, a casa, e nel mio studio. Quando ho potuto permettermi un impegno regolare ho scritto la mattina, dalle nove all'una.»

Che cos’hanno in comune un immigrato bulgaro smarrito tra le mille luci di New York, un magnate del futuro che s’innamora perdutamente di una signora in verde del 1939, una neo divorziata disillusa che prende le misure del nuovo vicino troppo interessante per essere vero, un bambino sballottato tra mamma e papà, un giovane attore in overdose promozionale?

La colonna sonora delle loro storie: il ticchettio obsoleto e affascinante di una macchina da scrivere.
Tom Hanks, che è un grande appassionato e collezionista di questi dinosauri della tecnologia, dedica loro diciassette racconti, tutti diversi, tutti in bilico tra passato e presente, tra realtà e illusione. Che ve ne sembra dell’America?

È la domanda che serpeggia come un basso continuo sotto queste piccole storie di amarezza e ambizione, fatica e desiderio. Con qualche esplosione di pura comicità.

Recensione

Seguo Tom Hanks dai tempi di Forrest Gump e non a caso è uno dei miei attori preferiti. Ma Tipi non comuni non mi è piaciuto, in veste di scrittore forse non è all’altezza delle mie aspettative.

Eppure ho iniziato la lettura senza pregiudizi, diciassette racconti collegati da un unico filo: la macchina da scrivere. Molto spesso non è altro che un vecchio arnese dimenticato in soffitta, altre è la via più facile per esprimere i propri sentimenti.

Sapevo della “fissazione” dell’attore/autore per le macchine da scrivere e mi aspettavo che Tipi non comuni si riferisse a persone che la macchina da scrivere la usavano eccome. E invece.

Invece in alcuni racconti resta anonima sullo sfondo, come un oggetto qualsiasi. Quello che però non mi è piaciuto davvero, al di là di tutto, è stato lo stile. Racconti completamente scollegati, si salta di palo in frasca e alla fine della lettura non ricordavo nemmeno i primi racconti letti.

Ho faticato moltissimo a leggere ogni singolo racconto, lunghissimo, per dimenticarlo un attimo dopo e dover rileggere interi paragrafi. Mi spiace perché Tom Hanks è uno dei pochi attori che fino ad ora non mi ha mai deluso al cinema (forse con Polar Express ma a lui perdono tutto) e volevo ritrovarlo anche tra le righe di un romanzo.