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[ANTEPRIMA – RECENSIONE] La cacciatrice di storie perdute

La cacciatrice di storie perduteLa cacciatrice di storie perdute

Jaya ha il cuore spezzato. Ha tentato a lungo di avere un bambino, ma dopo la terza gravidanza interrotta sta cominciando a perdere le speranze. Anche il suo matrimonio inizia a sfaldarsi e così, nel disperato tentativo di ritrovare sé stessa, decide di allontanarsi da New York per riavvicinarsi alle sue origini indiane. Non appena Jaya arriva in India viene immediatamente sopraffatta dai colori, dai profumi e dai suoni. Ogni cosa ha un fascino esotico, per lei, e ben presto il desiderio di riscoprire la cultura della sua famiglia prende il sopravvento.

Ma ci sono segreti del passato a lungo taciuti che hanno il potere di influire sulle generazioni a venire. E così Jaya viene a conoscenza della storia di sua nonna e di un amore clandestino che è destinato a cambiare per sempre la sua vita. Solo dopo aver scoperto il coraggio e l’inarrestabile spirito di resilienza che hanno caratterizzato le donne della sua famiglia, infatti, Jaya si accorgerà di avere dentro di sé una forza che non avrebbe mai potuto immaginare di possedere.

RECENSIONE

La cacciatrice di storie perdute mi ha ricordato, per qualche motivo, L’ultimo treno per Istanbul. Un romanzo che unisce passato e presente senza diventare pesante o particolarmente noioso.

La storia di Jaya si interseca con quella della nonna mai conosciuta Amisha e di conseguenza a quella di sua madre Lena. Dopo tre aborti Jaya sente di dover allontanarsi dalla sua vita e da quello che sta per diventare il suo ex marito e partire da dove tutto è cominciato. In India, la sua terra d’origine, dopo la recente morte del nonno paterno troverà tutto quello che le serve per tornare a vivere.

Quando a Torino ci è stato presentato questo romanzo non ho potuto fare a meno di desiderare di leggerlo. Immergermi in una storia simile per me è sempre catartico, mi fa riflettere sulla Storia e fa sì che io pensi a non ripetere gli errori che si son fatti in passato. Ovviamente questo nel mio piccolo, in quanto essere umano che conta poco nella storia mondiale.

Ma se le parti dedicate a Jaya non mi hanno trasmesso le emozioni che speravo, lo hanno fatto di certo le parti dedicate ad Amisha. La cacciatrice di storie perdute si pone come un romanzo dalle tinte forti, in una terra che mi ha sempre affascinato e che ho sempre amato studiare a scuola.

La storia d’amore tra un’indiana e un inglese, impossibile per le convenzioni e le tradizioni del posto, ha fatto sì che questo romanzo mi entrasse nel profondo. Quasi sottopelle direi. Se vi piacciono i romanzi contemporanei, con quel pizzico di Storia recente… La cacciatrice di storie perdute vi farà innamorare!

Lo stile è fluido, le voci narranti sono ben distinte e la storia di Amisha vi farà commuovere, emozionare e arrabbiare.

Copia omaggio da parte di Newton Compton Editori che ringrazio

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