[RECENSIONE] Io sono Hania. Hania #3

Io sono HaniaIo sono Hania. Hania #3

Lo scontro finale con l’Oscuro Signore nel terzo e ultimo episodio della trilogia di Hania.

Hania, creatura fatta di tenebra, era nata con il compito di dannare il mondo. Aveva una consapevolezza totale della realtà e del linguaggio, ma non conosceva amore, amicizia, allegria, che per lei erano solo suoni.

La compassione di sua madre, però, le ha salvato la vita, mentre le narrazioni del Cavaliere di Luce hanno nutrito il suo spirito, che poi è cresciuto, si è fortificato e ha dato fiori e frutti, come un albero nato da un unico grano seminato nel deserto.

E così, in un'Hania aspra, caustica, sarcastica, rinchiusa in una disperata solitudine, piano piano sono nati i sentimenti dell’amore, dell’amicizia, della compassione. E, con essi, il libero arbitrio.

Hania ha scelto, è diventata una creatura di luce e di tenebra, con dentro di sé un anelito verso la felicità e verso il bene. E adesso, nell’ultimo scontro con l’Oscuro Signore, dovrà affrontare la battaglia finale usando solo armi umane: il coraggio, l’intelligenza e l’amore.

RECENSIONE

Come promesso in un vecchio post, ecco che porto a termine la trilogia di Hania! La nostra piccola strega ha scelto il bene, voltando le spalle all’Oscuro suo padre. Haxen è stata catturata insieme al suo sposo dalla nuova perfida reggente e suo figlio, Misso. Lo scopo è quello di far cadere in una trappola Hania così che suo figlio ma soprattutto lei, Joffa, possano regnare indisturbati con il pugno di ferro.

Questo romanzo di Silvana De Mari è stato letto con una nuova consapevolezza, forte anche delle dichiarazioni che l’anno scorso hanno sconvolto molti lettori e lettrici affezionate. La narrazione è lunga e i dialoghi sono pochi, mirati e utilissimi allo scopo.

Nell'aridità che era diventata la sua vita, con la mamma, la sorellina e il padre lontani da lui, sicuramente in ostaggio al più malvagio dei poteri, aveva imparato come il massimo della ricchezza fosse quello: una tavola imbandita con una tovaglia pulita, una casa sicura, mangiare seduti su una sedia con le posate, e non in piedi, o accovacciati, con le mani, spiando le ombre.

I personaggi di Hania e Misso sono molto simili. Entrambi figli dell’Oscuro, entrambi condannati ad un destino che qualcun altro ha scelto per loro ed entrambi artefici del loro futuro. Ogni morte provocata dall’Oscuro è necessaria per un disegno più grande, ogni sacrificio trova il suo merito nel finale della storia.

Un finale degno dei romanzi di Silvana De Mari, che nonostante tutto mi ammalia come poche autrici italiane di fantasy sanno fare. La sua scrittura è speciale, le sue storie magiche. Il suo stile è unico e i suoi romanzi hanno sempre un fondo di verità, di realtà che ti lascia sempre senza fiato.