Questa volta leggo… #5

Questa volta leggo... #5

Ciao lettori, come state? Eccoci con un nuovo appuntamento con la rubrica Questa volta leggo... Il tema del mese di Maggio è leggere un libro uscito nel 2019. In un primo momento avevo deciso di leggere L'uomo nell'ombra di Daniel Cole ma ho scoperto subito che stavo leggendo il secondo di una trilogia. Poi mi son buttata tra le pagine di Robert Dugoni ma sentivo che non era il libro giusto...

... così quale libro uscito nel 2019 ho deciso di leggere? Un caso speciale per la ghostwriter di Alice Basso.

questa volta leggo


Un caso speciale per la ghostwriter. Questa volta leggoUn caso speciale per la ghostwriter. Vani #5

Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo.

Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza.

Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all'uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui.

Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, stringe le vite di tutte le persone a cui ha imparato a volere bene. Alice Basso ha creato un personaggio fantastico. Una protagonista originale che i suoi lettori chiamano per nome come un’amica. Una protagonista che vive in mezzo ai libri, da cui ha imparato quasi tutto quello che sa. Intorno a lei, altri personaggi indimenticabili cui affezionarsi romanzo dopo romanzo.

Un universo in cui calarsi per ricordarsi che il piacere della lettura è questo: una storia che incanta e uno stile impeccabile.

RECENSIONE

Alice Basso è una delle poche autrici di cui leggerei anche la lista della spesa. Un caso speciale per la ghostwriter mette un punto ad una serie che negli ultimi cinque anni ha fatto innamorare e sognare moltissimi lettori e blogger.

Vani Sarca è una ghostwriter, una risorsa preziosa per le Edizioni L’Erica, la spina nel fianco di Enrico Fuschi. Questo romanzo, come il precedente, ci farà rivalutare l’editore che si troverà in guai seri dopo aver salvato, appunto, la sua nemesi.

Non sto a raccontarvi quanto sia fantastica la nostra protagonista, soprattutto ora che finalmente si è fidanzata con il nostro adoratissimo Berganza. Se non avete mai letto niente di Vani siete delle persone orribili, sappiatelo!

L’ultimo caso della nostra eroina è un caso denso di emozioni, sconosciute a Vani così come a Fuschi che si trova suo malgrado ad essere salvato a sua volta dalla ghostwriter. Ogni pagina è una tortura, sapendo di essere sempre più vicini al termine di un’avventura cominciata cinque anni fa.

Vani, così come Alice, sono cresciute e han fatto crescere anche noi comuni mortali. Berganza ha fatto brillare e battere tanti cuori, così come Riccardo Randi. Enrico Fuschi… lui ha una sola fan. Desirée Pedrinelli. Anche se dai, ammettiamolo, con questo romanzo anche lui ha i suoi cinque minuti di celebrità!

«Oh, insomma, siamo italiani!» gli sbotto contro nella sua lingua prima ancora che possa alzare il ditino e aprire bocca. «Siamo passionali, va bene? E voi siete il popolo che ha partorito Thomas Hardy e i Led Zeppelin, non ditemi che non sapete apprezzare una bella scenata emotiva!»

«Be’, allora almeno la faccia in inglese, così capiamo tutti», dice il cameriere più britannico della Union Jack, ritirandosi in buon ordine.

Dover lasciare andare Vani non è stato semplice. Mi son commossa immaginando l’epilogo, le amicizie e gli amori nati negli anni. I riferimenti a musica e letteratura non sono casuali, ogni tassello ha il suo posto nel mondo. Un Mondo che ha bisogno di più Vani nella vita e nei libri.

Alice ha costruito un personaggio che sarà difficile da dimenticare, ci ha fornito i mezzi per apprezzare una protagonista fuori dal comune (più di una in realtà) con storie più verosimili di quel che pensiamo. Gioie e dolori di una donna che si rivela essere insicura e pensate un po’, anche capace di provare dei sentimenti!

Il registro usato in Un caso speciale per la ghostwriter è più diretto, fa ridere quando deve far ridere e piangere quando deve far piangere. Io ho più riso che pianto, sono sincera. Però è inevitabile patire il distacco.

Vorrei approfittare di questa recensione per dire due cose:

  1. Ho finito la serie!
  2. Ad Alice per aver creato il Vaniverso. E a Vani perché si fa sempre ambasciatrice di casi persi, piccole finte teppiste, accompagnatrice di vecchiette dalla lingua lunga e amante di uno dei più meravigliosi uomini letterari.

Ma io che cazzo devo aver fatto di male nelle mie vite precedenti per ritrovarmi dei geni in comune con questa famiglia di cretini.

E dopo aver sparato tutta una serie di imprecazioni degne della nostra ghostwriter… ciao Vani.