Era il mio migliore amico. Jim Clemo #2Era il mio migliore amico. Jim Clemo #2

Quanto conosci davvero le persone che ami?

Noah Sadler e Abdi Mahad sono due amici inseparabili. Per questo motivo, quando il corpo di Noah viene trovato in un canale di Bristol, il silenzio di Abdi è inspiegabile. Perché non parla?

Il detective Jim Clemo è appena tornato dopo un congedo forzato che l’ha allontanato dal suo ultimo caso e la morte di Noah sembra l’incidente perfetto con cui tenerlo occupato. Ma ben presto quello che sembrava un gioco tra ragazzi finito molto male si trasforma in un caso che accende il dibattito pubblico: Noah è inglese, Abdi un rifugiato somalo.

La tensione sociale, la paura e la rabbia cieca degenerano velocemente a Bristol, mentre le due famiglie combattono per ottenere le risposte che cercano. Non sanno quanto sarà lunga la strada per capire che cosa è successo davvero, né sono preparate all’orrore che dovranno affrontare. Perché la verità spesso può fare molto male…

Recensione

Ci riproviamo con Gilly MacMillan e il suo Era il mio migliore amico. Il primo romanzo, 9 giorni, non mi aveva trasmesso molto ma io son testarda e non sono pronta a mollare un autore senza dargli un’ulteriore possibilità.

Jim Clemo è pronto a tornare a lavoro dopo sei mesi di fermo forzato. Il caso che si presenta è quello di Noah e Abdi, il primo caduto in un fiume e il secondo che sembra non essere in grado di dire cosa è successo quella notte.

Noah è il migliore amico di Abdi. Malato terminale, non è riuscito a conquistarsi un posto nel mio cuore. Così come la madre e il padre di Noah. Noah perché usa la sua malattia come un ricatto, la madre perché non sa vedere al di là delle necessità del figlio e il padre perché di fronte ad una situazione senza speranza ha continuato la sua vita come se niente fosse.

Abdi invece fin da subito mi ha smosso qualcosa. Sarà forse la sua storia di immigrato somalo, il fatto che abbia accettato sempre tutti i capricci di Noah senza dire mai dire di no ma anche scoprire la verità sia su di lui sia sulla sua vita in generale.

Un punto a favore di Jim Clemo però. Mi dà ancora l’impressione che sia piuttosto sfigato come poliziotto ma questa volta pare che non abbia fatto quasi niente di sbagliato. Ho come la sensazione che il personaggio sia forzato nel suo ruolo ma che in realtà abbia molto più da dire. Con Era il mio migliore amico sicuramente vediamo un aspetto del suo carattere riemergere ma non tanto da rovinare la sua indagine.

Purtroppo però lo stile dell’autrice non mi piace. Era il mio migliore amico non ha una suddivisione netta delle voci, capisci chi sta parlando solo dai personaggi di cui si parla e ho faticato a seguire il filo in alcuni punti. Quello che però ho apprezzato è che, rispetto al primo, ho trovato Era il mio migliore amico meno pesante.

Il finale è scontato ma coerente con la storia dei due ragazzi. Per un momento ho temuto il peggio ma alla fine ogni tassello è andato al posto giusto e la verità su Noah e Abdi è venuta fuori. La storia non è noiosa ma non ha un ritmo serrato come piace a me. Tuttavia è scorrevole anche se lo stile non è di mio gusto.

Copia omaggio da parte di Newton Compton Editori che ringrazio