Il canto della rivoltaIl canto della rivolta. Hunger Games #3

Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi.

Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene.

Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta.

Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.

Recensione

Ed eccoci qua, con la recensione de Il canto della rivolta. Siamo sempre a Panem e anche la seconda edizione degli Hunger Games sono terminati anche se non in modo del tutto convenzionale. Il salvataggio della Ghiandaia Imitatrice è stata la missione del Distretto 13 e mentre Katniss veniva tirata fuori dalla trappola mortale dell’Arena, Peeta veniva portato a Capitol City e il Distretto 12 completamente distrutto.

Questo è uno dei casi in cui ho preferito il film al libro perché niente come delle immagini possono farti entrare dentro la storia. I due, in ogni caso, sono molto simili soprattutto per le scene chiave come la frase simbolo su cui regge tutto. Il canto della rivolta è infatti lo slogan lanciato da Katniss: se noi bruciamo, voi bruciate con noi!

L’inizio è stato faticoso, non riuscivo ad andare avanti a leggerlo e nemmeno mi veniva voglia di farlo. Poi finalmente si è sbloccato e arrivare alla fine è stato un attimo. Il mio personaggio preferito resta Peeta, povero lui. Anche nel film avevo sofferto tantissimo per lui e molto meno per Katniss.

Lei mi sembra sempre apatica, una marionetta nelle mani della Coin (che fa lo stesso una brutta fine) e anche quando è ora di prendere in mano la situazione sembra sempre frenata. Avevo avuto questa sensazione anche nel primo ma alla fine mi era piaciuto tantissimo, così come ne La ragazza di fuoco.

Se non avessi visto i film, tuttavia, con Il canto della rivolta avrei avuto difficoltà a immaginare alcune scene e quindi a entrare nel giusto stato d’animo di terminare il libro. Ho apprezzato moltissimo la parte finale, che ho trovato più di impatto rispetto al film. In questo caso è stata la mia fantasia a riempire i buchi per poi incastrarsi con quello che già sapevo.

Una postilla è d’obbligo. Nel film non lo ricordo ma nel libro si fa menzione al mondo prima di Panem che poi è la Storia antica, ai tempi di greci e romani e della nostra bellissima Italia.