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[RECENSIONE] Il settimo canone

Il settimo canoneIl settimo canone

Un adolescente che si prostituiva per le strade del Tenderloin, il quartiere malfamato di San Francisco, viene assassinato e trovato in un centro per giovani senza fissa dimora gestito da Padre Thomas Martin. Nonostante le accuse ricadano su di lui e le prove sembrino schiaccianti, il sacerdote si dichiara innocente. E l’avvocato Peter Donley è dalla sua parte.

Donley si è fatto le ossa nello studio di suo zio, Lou Giantelli, e ha un disperato bisogno di guardare in faccia il passato. Per questo accetta il caso, deciso ad andare fino in fondo.

Dall’altro lato, un procuratore distrettuale a caccia di titoli da prima pagina e uno spietato poliziotto sospeso dall’incarico in cerca di vendetta sono intenzionati a intorbidire l’indagine con tutte le loro forze. Eppure Donley è determinato a svelarne i segreti più osceni, anche a costo della vita.

RECENSIONE

Abituata ai thriller di Robert Dugoni, Il settimo canone è un genere completamente diverso. Chi legge Grisham ha già esperienza con i legal thriller, un genere molto particolare ma anche molto interessante.

Perter Donley ha fatto la gavetta con suo zio, diventando un asso nei processi civili. Quello che però gli tocca affrontare fin dalle prime pagine è un processo penale a carico di Padre Martin, ritenuto colpevole di aver ucciso un ragazzo e di essere un pedofilo.

Per i profani come me Il settimo canone è uno delle regole che hanno gli avvocati: “Un avvocato deve assistere il proprio cliente in modo coscienzioso entro i limiti della legge”. Ma fin da subito il caso si prospetta complicato, con prove ottenute illegalmente e un procuratore distrettuale che vuole portare a casa l’ennesimo verdetto di colpevolezza.

A noi piace pensare che i nostri tribunali siano grandi dispensatori di equità fra i potenti e gli impotenti, ma sono quasi sempre i soldi e il potere ad avere la meglio.

Peccato che lo svolgimento della narrazione non sia proprio quello che mi aspetto da un romanzo simile. Il settimo canone non decolla se non verso la fine, dove c’è troppa investigazione privata invece di capire i meccanismi giuridici. Non che mi dispiaccia alla fine ma tutto si svolge troppo velocemente.

In questo romanzo mi è mancato il Robert Dugoni conosciuto nella serie di Tracy Crosswhite ma sono curiosa di scoprire cosa ci riserveranno i prossimi romanzi del genere de Il settimo canone.

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