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[REVIEW PARTY – RECENSIONE] La spia di Richelieu

La spia di RichelieuLa spia di Richelieu

Francia, XVII Secolo. Nato in un villaggio estremamente povero, Sebastian Morra è un nano ed è costretto a crescere in un mondo che non gli appartiene. Ha un cervello sopraffino, eppure tutti si fermano solo al suo aspetto, deridendolo e trattandolo come un abominio. La sua vita sembra segnata, ma grazie alla sua intelligenza e alla sua caparbietà riesce ad arrivare fino a Parigi, per diventare un giullare alla corte reale. Qui conoscerà un mondo totalmente diverso da quello a cui era abituato, un mondo fatto di ricchezze ma anche di terribili intrighi e segreti. Con i nemici che avanzano da tutte le parti e la salute del Cardinale Richelieu compromessa, il regno di Luigi XIII sembra avere i giorni contati. In maniera del tutto inaspettata Sebastian entrerà nella cerchia degli uomini più fidati del Cardinale, scoprendo che potrebbe essere l'unico ad avere le abilità giuste per salvare la Francia dai suoi nemici più letali. Grazie alla sua astuzia e alla sua sfrontatezza riuscirà a dimostrare al mondo intero che, nonostante la sua statura, la sua grandezza è ineguagliabile.

RECENSIONE

Quando ti imbatti in un puro romanzo storico, dove c’è poco spazio per l’immaginazione, la prima cosa che ti chiedi è: mi piacerà? La spia di Richelieu mi ha fatto porre questa domanda più di una volta durante la lettura.

Diciamocelo, la cover è oggettivamente brutta con quel nano che nella mente ci ha fatto pensare subito a Tyrion Lannister. Ma mai errore si sarebbe rivelato più grosso se mi fossi limitata alla copertina. Sebastian Morra, il nano, ha avuto un ruolo fondamentale per il cardinale Richelieu e se lo possiamo ricordare ancora oggi è proprio grazie a quell’immagine.

La vita di Sebastian è stata dura fin dalla sua nascita. Un nano era visto come un abominio, un maledetto. Ma negli anni impara a fare della sua deformità un valore aggiunto, imprescindibile per diventare una spia di Richelieu ma anche un buon amico per il cardinale.

L’autore ci tiene a farci sapere che, sebbene il personaggio di Sebastian sia reale, la sua storia è inventata perché non si hanno tracce del suo reale operato. E trovo magnifico che si sia potuta creare una storia così realistica da sembrare davvero la sua. Se non ci fosse stata la precisione alla fine de La spia di Richelieu non avrei mai pensato che ci fosse dell’invenzione al suo interno.

I personaggi che secondo me sono i muri portanti del romanzo sono appunto Sebastian e Richelieu. Il primo proprio per le sue peculiarità e il secondo perché chiunque abbia studiato un po’ di Storia a scuola lo ricorda come un uomo spietato e senza scrupoli.

Se amate il romanzo storico, La spia di Richelieu è un romanzo che dovete assolutamente avere nella vostra libreria!

Copia omaggio da parte di La Corte Editore che ringrazio

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