[RECENSIONE] Incantesimo tra le righe

Incantesimo tra le righeIncantesimo tra le righe

Cosa succede se « …e vissero felici e contenti» non si rivela affatto essere tale? Delia è una ragazza piuttosto solitaria che preferisce passare i pomeriggi in biblioteca, persa nei libri. In uno in particolare: Incantesimo tra le righe che in teoria è un fantasy ma che sembra terribilmente reale, al punto che il principe Oliviero, oltre a essere coraggioso, avventuroso e focoso, parla a Delia. Cioè: le parla sul serio! Come è possibile che un personaggio di carta abbia una voce reale in grado di uscire dal libro?

Si scopre così che Oliviero è ben più che un personaggio di carta: è un ragazzo che si sente intrappolato nella sua vita letteraria, sempre uguale a se stessa, e che non sopporta l’idea che il suo destino sia segnato. Oliviero è certo che il mondo là fuori possa offrirgli qualcosa di interessante e vede in Delia la sua chiave di accesso alla libertà. I due si buttano a capofitto nell'impresa di tirare fuori Oliviero dal libro, un compito difficile e che i spinge ad approfondire la loro percezione del destino, del mondo e del loro posto nel mondo.

Contemporaneamente cresce l’attrazione reciproca, un sentimento forte e tutt'altro che letterario…

RECENSIONE

Chi adora Jodi Picoult alzi la mano! E chi voleva leggere Incantesimo tra le righe da tipo un milione di anni? Sì, io! Peccato che mi aspettassi qualcosa di completamente diverso e non so bene se mi sia piaciuto o meno.

C’è da dire che Incantesimo tra le righe è un romanzo fantasy scritto a quattro mani con la figlia. L’idea iniziale è partita proprio da quest’ultima che voleva scrivere una storia diversa dalle altre.

Posso ammettere con certezza che la volontà di scrivere qualcosa di diverso è stata esaudita perché Incantesimo tra le righe è un mix tra un fantasy e una fiaba. Oliviero, il protagonista, è il personaggio di una fiaba ma si sente “costretto” nella sua routine. Cerca qualche Lettore che si accorga di lui e che lo aiuti a uscire da quella fiaba.

Delia d’altro canto è una di noi, un’asociale che preferisce immergersi in un libro invece di uscire con i suoi coetanei. Incantesimo tra le righe è una fiaba con cui Delia entra in sintonia, si riconosce in Oliviero e scopre ad un tratto di poterlo sentire.

«Posso farti una domanda? Perché in effetti leggi dei libri, quando potresti essere fuori a vivere ogni giorno un milione di avventure diverse?» «Perché sui libri puoi contare. Loro rimangono sempre uguali, mentre tutto il resto cambia quando meno te lo aspetti», mi risponde amareggiata. «Le famiglie si spaccano e niente dura per sempre. Nei libri invece sai sempre cosa succederà. Non ci sono brutte sorprese.»

Mentre leggevo questo fantasy ero perplessa. La prosa inizialmente non mi incuriosiva abbastanza. Superato il primo quarto Incantesimo tra le righe è letteralmente volato, di pagina in pagina. Il ritmo si è fatto più intenso o forse la curiosità ha avuto la meglio.

Volevo sapere a tutti i costi se Delia sarebbe riuscita a far uscire il suo principe dalla fiaba, a come sarebbe potuto essere il loro futuro in caso di fallimento ma anche in caso di vittoria. Ho dovuto attendere la fine di Incantesimo tra le righe per trovare un lieto fine soddisfacente per tutti tranne che per me. A me ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, mi aspettavo un finale diverso.

Lo stile dell’autrice non si differenzia da quello della figlia, non ho idea di chi abbia scritto cosa o di come si siano suddivise la stesura del romanzo. Il risultato però è un libro leggero, scritto bene, diverso dal solito fantasy.

Nessuno chiede mai a noi ragazzi la nostra opinione, ma a me sembra che crescere voglia dire smettere di augurarsi il meglio e cominciare ad aspettarsi il peggio.

Questo libro ti regalerà 10 punti se deciderai di leggerlo per la challenge!