Il club delle pecore nereIl club delle pecore nere

Immaginate un tredicenne abbandonato dalla madre in un appartamento di amici trentenni, il trio delle pecore nere.

Uno scrittore che, dopo il coming out, ha rinunciato alla sua favola romantica mollando il futuro marito all'altare. Una spogliarellista dal carattere pungente, femminista fino al midollo. Un manager dissoluto, costretto dal capo a trovare una fidanzata di facciata per non sfigurare con i clienti.

Lui è Rocco e loro Samuele, Nicole e Ivan. Il risultato è una bomba pronta a esplodere. Perché mentre tentano di riordinare le proprie esistenze e affrontare le proprie paure, Rocco, il timido adolescente che però sembra il più saggio della casa, scardinerà tutti gli equilibri delle loro giornate e li costringerà a vedere il mondo da una prospettiva diversa.

E così, tra notti rocambolesche, storie familiari complicate, crisi di coppia e di sessualità, scene esilaranti, i tre trentenni dovranno imparare a prendersi cura non solo di se stessi ma anche di questo strano ragazzino. E iniziare a fare i conti con l'età adulta e con tutti i colori dell'amore.

Recensione

Per quanto l’autore de Il club delle pecore nere sia gay, io lo amo da impazzire. Non nel senso romantico del termine eh ma per com’è. La sua scrittura, soprattutto in questo romanzo, mi ha rimandato continuamente alla sua persona.

Abbiamo conosciuto Samuele in Dillo tu a mammà ed era in procinto di sposarsi con Gilberto. Ma la vita a volte ci pone davanti a delle scelte e Samuele ha deciso di scappare, ancora una volta, dalle responsabilità.

Torna dalle uniche persone che spera non lo mandino via e quello che trova non è proprio quello che si aspettava. In casa, oltre a Nicole e Ivan arriva Rocco, un tredicenne che la madre ha sbolognato lì a tempo indeterminato. Rocco sarà proprio al centro di tutte le dinamiche che seguiranno perché, con la sua ingenuità tipica dei bambini smantellerà tutta l’esistenza dei tre adulti.

Samuele deve capire cosa lo rende infelice e cosa felice e trova una valvola di sfogo nel costruire fioriere, invece di scrivere. Nicole deve capire perché odia gli uomini e capirà di odiarli da quando ha visto suo padre con un’altra donna (e vorrei vedere, con la moglie che si ritrova) e Ivan dovrà capire se il suo lavoro è davvero così importante come crede o se invece è giunto il momento di prendersi una pausa.

Il club delle pecore nere è il libro di cui avevo bisogno per trovare un certo tipo di serenità. Ci ho messo diversi giorni a finirlo, ho proprio scelto di godermelo fino in fondo. Ho trovato molto Pierpaolo in Samuele. In molti punti avrei voluto abbracciarli entrambi e dire loro che alla fine tutto si sarebbe sistemato.

Non è facile parlare di un libro che mi è piaciuto così tanto perché rischierei di dire molto più del dovuto e vorrei davvero che lo leggeste da soli.

Tralasciando Nicole e Ivan mi voglio soffermare su Rocco e Candida. Rocco è ancora un bambino ma che già vede con gli occhi di un adulto. Sarà sempre lui a dover far tornare i tre protagonisti sui propri passi proprio per il suo essere disarmante. Candida, invece, è in assoluto il personaggio femminile preferito. Sfrontata, divertente e con il nome di una malattia venerea, come ci ricorda Maisto.

Le risate sono assicurate ma è anche assicurata l’emozione, la tristezza e l’impotenza di noi lettori nel vedere la storia evolversi non sempre come avremmo voluto. Il club delle pecore nere è un libro che si legge bene, che grida al cambiamento e alla ricerca della felicità.

Un romanzo che di romantico ha poco ma che racchiude dentro di sé tutto l’amore del mondo.