Tu leggi? Io scelgo! #13

Buongiorno lettori, oggi torna la rubrica Tu leggi? Io scelgo! Questo mese sono stata abbinata al blog di Graziella e la scelta non è stata semplice. Avevo segnato diversi libri che avrei voluto leggere e alla fine ho scelto quello che pensavo potesse fare al caso mio in questo momento, L'apprendista geniale.

 


L'apprendista genialeL’apprendista geniale. Andrea Doyle #1

Andrea attraversa il cancello del college di corsa mentre la vista di Venezia si perde all'orizzonte. In ritardo come sempre, è ancora più maldestra del solito con il pesante borsone sulle spalle. Ma in tasca stringe tra le mani qualcosa che riesce sempre a darle sicurezza.

È un fogliettino di carta con su scarabocchiato scrivi, scrivi, scrivi. Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina. Tre semplici parole che ancora adesso segnano la strada verso il suo sogno: diventare una giornalista.

Dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli scrivendo su tutto. Quello è il suo modo di distogliere la mente da ogni altro pensiero. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose e ci è riuscita solo grazie ad una borsa di studio per i suoi ottimi voti.

Ecco la sua forza. Ma lì quello che ha imparato fino ad allora non basta. Perché tra quelle aule l'ambizione guida ogni cosa. Perché ci sono persone pronte a fare di tutto per ostacolarla, per intralciare il raggiungimento del suo obiettivo. Senza sconti. Per fortuna accanto a lei ha i suoi tre amici che non si sono fermati davanti al suo essere timida e solitaria.

C'è Marylin che veste sempre di nero, Andre che le sta dietro come la sua ombra. E soprattutto l'enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker che sotto un enorme sorriso nasconde qualcosa che il cuore di Andrea non vede l'ora di scoprire. Con loro accanto si sente più al sicuro.

Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto. Adesso deve attaccarsi sempre più forte a questo suo desiderio. Non può deludere la persona a cui tanti anni prima ha promesso di difenderlo. Anche se ci vuole tutto il coraggio che non pensava di avere.

Recensione

Nella mia breve vita da lettrice ho letto tanti libri ma pochissimi di una banalità disarmante. L’apprendista geniale purtroppo è uno di questi. Ma andiamo per ordine.

Andrea, diciotto anni e aspirante giornalista. Viene ammessa alla migliore scuola di giornalismo in Italia ma le difficoltà che deve superare sono solo la punta dell’iceberg. Deve imparare a farsi degli amici e a tenerseli, deve battere in astuzia l’arpia della sua classe e deve cercare di non farsi bocciare o buttare fuori dalla Serpi.

Se avessi saputo prima che avrei iniziato l’ennesima serie letteraria, avrei scelto un libro diverso. Come vi dicevo prima, la storia raccontata da Anna Dalton è banale e superficiale. La protagonista, Andrea, ha un solo sogno: diventare giornalista come la madre. Alla sua morte ha fatto tutto quello che doveva per raggiungere il punteggio necessario ad entrare nella migliore scuola di giornalismo a Venezia.

La storia di Andrea però finisce qua. Non viene approfondita di più. Le lezioni all’asilo? Appena accennate. La vita con gli amici? Idem. I rapporti che la legano a Uno, a Joker e alla compagnia? Boh. E i soprannomi da dove derivano? Il nulla totale.

La trama è carente da tutti i punti di vista, Andrea è descritta come una disadattata e così i suoi amici. Anche Venezia è una città sullo sfondo, letteralmente, e a parte qualche accenno non c’è modo di orientarsi nella città.

Ho trovato estremamente irritante l’esagerato riferimento a Star Wars e al cinema in generale che, se in un primo momento mi ha incuriosita, verso la metà ha iniziato a infastidirmi.

Le due uniche cose positive de L'apprendista geniale che sono riuscita a trovare sono state Uno, il compagno di stanza gay di Andrea, e la scorrevolezza del romanzo stesso. Breve ma non memorabile, ecco.