Rainbow Book Club | Una perfetta sconosciuta

Rainbow Book Club | Una perfetta sconosciutaRainbow Book Club | Una perfetta sconosciuta

Ciao arcobaleni! Questo mese con il Rainbow Book Club abbiamo letto Una perfetta sconosciuta. Finalmente un bel thriller, scritto con tutti i crismi e la giusta tensione. Ben scritto, ben strutturato e con una storia che ha dell'assurdo ma che è reale come poche negli ultimi tempi!

Per chi si fosse collegato solo ora può trovare tutti gli altri appuntamenti qui, alla voce Rainbow Book Club. Vi ricordo anche che dal mese prossimo cambierà la modalità di scelta del libro da leggere!


Una perfetta sconosciuta | Rainbow Book ClubUna perfetta sconosciuta

Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu - con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu - stai baciando un uomo. Peccato che quell'uomo sia stato trovato morto trentuno ore prima, e tu non ricordi di averlo mai baciato. Anzi, lo conoscevi appena. Era il tuo nuovo capo, l'uomo che ti aveva dato in gestione la galleria per conto di un misterioso proprietario. Il lavoro dei tuoi sogni: ti era sembrato troppo facile, troppo bello per essere vero. Eppure tutto era andato liscio, la galleria esisteva davvero, avevi firmato un contratto regolare.

Adesso, però, guardando quella foto capisci che non c'era niente di regolare. Niente di facile. Perché là fuori qualcuno sta cercando di incastrarti, anche se non riesci a immaginare il motivo. Qualcuno che sa molte cose di te. E che forse ti è molto vicino... In questo thriller in cui nulla è come sembra, Alice Humphrey vede crollare intorno a sé, come un castello di carte, ogni certezza. Compresa quella più importante: la sua stessa innocenza.

RECENSIONE

Come ho detto più volte, Alafair Burke è una di quelle penne che sa conquistarti come pochi. Una perfetta sconosciuta è il terzo libro che leggo dell’autrice ed è forse il più bello dei tre. Il bello di questo romanzo, rispetto a quello che ricordo degli altri, è che entriamo subito nel vivo dell’azione.

La protagonista, Alice, è disoccupata da quasi un anno quando un uomo le offre il lavoro della sua vita. Ma tre settimane dopo aver accettato, lo stesso uomo viene trovato morto all’interno della galleria d’arte. Inutili sono i suoi sforzi per dimostrare le sua innocenza fino a quando non incontra Hank, dell’FBI.

Nella trama che ci viene presentata viene omessa una storia parallela che niente ha a che vedere con Alice ma che, in modo contorto, si collega all’omicidio. La sparizione di Becca infatti è una storia nella storia, che in un primo momento ho faticato capire come si collegasse alla protagonista mentre andando avanti con la storia ci viene chiarito.

Questo terzo romanzo, Una perfetta sconosciuta, è scritto bene. È scorrevole, intenso e doloroso. La voglia di continuare a leggere, scoprire cosa stia succedendo e svelare il finale è stato talmente forte da farmi terminare il romanzo nell’arco di un pomeriggio.

Lo stile dell’autrice mi è ormai familiare. Niente viene lasciato al caso, la protagonista è ben costruita anche se non sempre mi è andata a genio. In alcuni capitoli l’ho trovata banale e petulante ma alla fine si è rivelata determinata e caparbia quanto basta per trovare le prove della sua innocenza. Quello che però mi ha colpito maggiormente sono state due cose: la prima è stata Lily. Fin dalle prime apparizioni non mi ha convinta, sentivo che c’era dell’altro che avremmo scoperto a tempo debito.

La seconda cosa ad avermi colpita è stata invece l’assassino. È un personaggio che è presente fin dall’inizio anche se non lo vediamo mai realmente quindi capirete come Una perfetta sconosciuta si adatta benissimo a questo romanzo. L’assassino è, di fatto, un perfetto sconosciuto fino alla fine e quando ci viene mostrato ne abbiamo solo una visione fugace.