Rainbow Book Club | L'altra Grace

Ciao arcobaleni! Per il mese di Dicembre ho iniziato la lettura de L'altra Grace, abbandonata malamente al 30%. Potete seguire le precedenti e le prossime letture nella pagina dedicata al Rainbow Book Club.


L’altra GraceL'altra Grace

Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l'omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery.

Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio.

A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell'opinione pubblica - propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice -la protagonista di questo romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan.

Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile.

Il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale - in quanto povera e in quanto donna - e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l'"altro".

RECENSIONE

Speravo che con L’altra Grace lo stile della Atwood mi divenisse più congeniale. Speravo che una storia come quella di Grace Marks mi avrebbe conquistata da subito. E invece.

E invece ho abbandonato il libro al 30%. Queste righe riassumono solo questa piccola percentuale quindi non so dirvi se alla fine va migliorando. Quello che so è che la Atwood non mi ha fatto impazzire nemmeno con Il racconto dell’ancella, ho provato a leggerlo due volte e tutte e due le volte ho fatto una fatica immane.

Ha uno stile spigoloso, non si capisce di chi si stia parlando né chi siano gli interlocutori. Il personaggio di Grace è poco definitivo e le descrizioni, per quel poco che ho letto, sono noiose. Anche il fatto di essere stata presa a lavorare in casa della moglie del direttore ma solo a determinati orari, mi sembra forzato.

Mi dispiace molto chiudere questa avventura, il Rainbow Book Club, con una recensione così negativa oltre che incompleta ma ho preferito dedicare il mio tempo ad altri libri.